Ooho
Una foto di Ooho, credits: ilfoglio.it

L’inquinamento causato dalla plastica ha raggiunto limiti intollerabili: secondo uno studio condotto dalla Ellen MacArthur Foundation, ogni anno finiscono in mare oltre 8 milioni di tonnellate di plastica: in numeri è come se, per 365 giorni, in ogni minuto un camion della spazzatura riversasse il proprio contenuto nell’oceano.

Una valida soluzione arriva da Skipping Rocks Lab, una giovanissima start-up britannica che intende eliminare le bottiglie di plastica utilizzate per l’acqua e le bevande in generale. Come? Impiegando delle capsule trasparenti, biodegradabili e commestibili, realizzate con un polimero sintetico ricavato dalle alghe.

UNA PERLA DI ACQUA

Mangiare l’acqua dunque sarà il nuovo trend dell’idratazione: le perle di Skipping Rocks Lab infatti, possono essere masticate per liberarne il contenuto (acqua, vino o altri liquidi).

Ooho, (questo il nome della perla commestibile) ha un costo di produzione nettamente inferiore a quello delle bottiglie in plastica o vetro e può essere utilizzato per confezionare acqua, bibite gassate, alcolici e persino prodotti cosmetici. Realizzare Ooho ha richiesto ben due anni di lavoro; a sostegno della start-up è intervenuto Climate-KIC, un acceleratore di imprese dell’Imperial College di Londra.

L’azienda, che intende arrivare sul mercato del largo consumo nel 2018, sta raccogliendo su crowdfunding il secondo round di finanziamenti: obiettivo? 500 mila euro.

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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