La zanzara “Aedes Aegypti” è alle porte del vecchio continente, l’Europa, e porta con sé diverse malattie tropicali, dal virus Zika alla febbre gialla: a lanciare l’allarme è l’ECDC, il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc); gli esperti invitano i paesi membri a rafforzare la sorveglianza sulle zanzare.

La “Aedes Aegypti”

Nota anche come “zanzara della febbre gialla”  è un insetto appartenente alla famiglia dei Culicidae (Diptera: Culicomorpha); è tra le specie di zanzara più pericolose poiché vettore di agenti virali della dengue (virus denv-1, denv-2, denv-3 e denv-4), della chikungunya, della febbre gialla, della “malattia Zika” e altre malattie. Si contraddistingue dalle sue simili per le macchie bianche sulle zampe e da bande chiare a forma di lira sul torace.

Originaria dell’Africa, è stata trasportata passivamente col traffico marittimo in tutte le regioni tropicali e subtropicali: è una specie fortemente antropofila in grado di svilupparsi in contenitori d’acqua presenti in ambito urbano ma non riesce a sopravvivere alle temperature invernali delle zone temperate (come la nostra). Secondo gli esperti, dal 2007 la specie vive stabilmente a Madeira, intorno al Mar Nero, e sulla costa turca

Il virus Zika

Trasmesso da numerosa zanzare, ZIKV è un virus a RNA della famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, gruppo Spondweni, specie Zika, isolato per la prima volta in un primate in Uganda, nel lontano 1947, nella Foresta Zika (da qui il nome del virus), una riserva naturale vicino ad Entebbe. Il virus Zika è avvolto da un capside icosaedrico, tipico dei virus di questa famiglia, mentre il suo genoma è costituito da una singola elica di RNA a senso positivo, lunga 10794 nucleotidi; lo si contrae prevalentemente tramite punture di artropodi (zanzare) ma il contagio può avvenire anche direttamente attraverso emoderivati o per via sessuale (presenza di virioni nel liquido seminale di uomini malati).

Il virus Zika
Il virus Zika osservato al microscopio elettronico (diametro particelle di 40 nm). Crediti: CDC/ Cynthia Goldsmith

Non vi è un trattamento antivirale specifico, la terapia si basa sul riposo, i fluidi e l’uso di antipiretici al bisogno; è opportuno inoltre considerare i pazienti con sospetta Zika al pari di casi di sospetta dengue o chikungunya, per via della somiglianza sintomatologica, e sino a precisa individuazione dell’agente infettivo è sconsigliabile l’assunzione di aspirina o altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il rischio di emorragie, come nella dengue.

La febbre gialla

Nota anche come tifo itteroide, ittero tifoide, vomito nero o febbre delle Antille, è una malattia virale acuta: i sintomi includono febbre, brividi, perdita di appetito, nausea, dolori muscolari in particolare posteriormente e mal di testa; solitamente, migliorano entro cinque giorni, in alcune persone si ripresentano dopo una giornata di miglioramento, con febbre, dolore addominale e danni al fegato che causano ittero. In quest’ultimo caso insorge il rischio di emorragia e di insufficienza renale.

Il virus, come per la Zika, è un singolo filamento positivo di RNA, appartenente alla famiglia Flaviviridae, trasmesso dai Culicidae (zanzare) infette: contagia umani, altri primati e diverse specie di zanzare. In città si diffonde principalmente attraverso le zanzare della specie “Aedes Aegypti”. Difficilmente distinguibile da altre condizioni cliniche, specie nelle fasi iniziali, è richiesto un esame del sangue corredato dal test della reazione a catena della polimerasi per confermare il sospetto. Ogni anno la febbre gialla provoca 200.000 contagi e 30.000 decessi e quasi il 90% di questi si verificano in Africa.

Febbre gialla
Microscopia elettronica del virus della febbre gialla, crediti: Erskine Palmer, Ph.D. – Centers for Disease Control and Prevention Publich Health Image Library.

Non vi è nessuna cura nota per la febbre gialla; si consiglia di procedere con l’ospedalizzazione. In alcuni caso il ricovero in terapia intensiva può essere necessario per via del rapido deterioramento. Un trattamento sintomatico comprende la reidratazione e il sollievo dal dolore con farmaci come il paracetamolo. L’acido acetilsalicilico (aspirina) non deve essere somministrata a causa del suo effetto anticoagulante, che può essere devastante in caso di emorragie interne che possono verificarsi con la febbre gialla. Il trapianto di fegato è una possibilità di trattamento, se la coagulopatia da consumo lo consente.

L’allarme dell’ECDC

Lo scorso anno la zanzara è tornata in Egitto, mentre le autorità spagnole riferirono della presenza di alcuni esemplari alle Canarie. “Se non saranno prese misure la anzara si diffonderà con molta probabilità nelle aree estreme dell’Europa, che potrebbero diventare un serbatoio per l’introduzione dei vettori nel continente. Questo aumenterebbe il rischio di focolai locali di virus” – riferiscono gli esperti dell’ECDC.

Questa specie è stata endemica nell’Europa meridionale fino a metà del novecento, complici le condizioni climatiche europee che permettono una cospicua proliferazione in caso di reintroduzione.

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