La sonda giapponese Akatsuki si è inserita nell’orbita di Venere e ha iniziato a mandarci delle immagini della cugina della Terra: tre foto, cinque anni di ritardo, dopo che il lancio effettuato nel 2010 abortì per un problema al sistema di propulsione.

Akatsuki's Venus Flyby
Akatsuki’s Venus Flyby

Immagine sopra è del 7 dicembre (alle ore 01:50 in Giappone). La sonda distava 68.mila chilometri dal pianeta. La sonda ha compiuto un’orbita ellittica di 400 x 440.000 km da Venere. Tre degli strumenti scientifici – UVI, LIR e IR1 – erano già stati attivati nell’arco delle scorse settimane; ora sarà il turno degli altri tre strumenti, IR2, LAC e USO. Nel corso dei prossimi mesi, inoltre, la sonda eseguirà una serie di manovre per ridurre il suo periodo orbitale a nove giorni. La missione entrerà davvero nel vivo, almeno dal punto di vista scientifico, ad Aprile.

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Il periodo orbitale è durato 13 giorni e 14 ore. “La sonda è in buona salute” – fa sapere l’Agenzia Spaziale Giapponesi che mette a disposizione alcuni link utili per chi volesse seguire esperimenti e aggiornamenti:

– Venus Climate Orbiter: http://global.jaxa.jp/projects/sat/planet_c/

– Venus Meteorology: http://www.isas.jaxa.jp/e/enterp/missions/akatsuki/index.shtml

For more information about Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA), visit: http://global.jaxa.jp/

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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