Con tutto ciò che è noto sull’anatomia umana, non ti aspetteresti mai che i medici scoprano una nuova parte del corpo umano nel 2018. Invece, recentemente, i medici del Mount Sinai Beth Israel Medical Center, in collaborazione con l’Università di New York, hanno identificato un nuovo organo: l’interstizio (interstitium).

È il più grande tra tutti gli 80 organi, diffuso in tutto l’organismo, sotto la pelle e nei tessuti che rivestono l’apparato digerente, i polmoni, i vasi sanguigni e i muscoli.

La sua presenza potrebbe spiegare anche molti fenomeni biologici come la diffusione dei tumori, l’invecchiamento della pelle, le malattie infiammatorie degenerative e perfino il meccanismo d’azione dell’agopuntura.

Cos’è l’interstizio?

Il nuovo organo era stato etichettato per decenni come tessuto connettivo, denso e solido in tutto il corpo, avvolto appena sotto la nostra pelle e all’interno dello strato intermedio di ogni organo viscerale.

Quello che inizialmente sembrava essere uno strato di tessuto connettivo, in realtà è una complessa rete di cavità piena di liquido, così piccole da sfuggire dall’attenzione delle più brillanti menti scientifiche da generazioni.

Uno spazio interstiziale si trova nel derma, nelle sottomucose e in altri tessuti fibroconnettivi in ​​tutto il corpo Ph: www.nature.com

I ricercatori non avevano mai individuato l’interstizio perché i metodi tradizionali utilizzati per esaminare i tessuti corporei (osservazione al microscopio) comportano il drenaggio del fluido, e quindi distruggono la sua struttura, facendolo apparire denso e compatto. L’interstizio è stato invece esaminato grazie a una nuova tecnica di endomicroscopia confocale laser, che permette di vedere al microscopio i tessuti vivi direttamente dentro il corpo, senza doverli prelevare e poi fissare su un vetrino.

La scoperta e la ricerca

I ricercatori del Mount Sinai Beth Israel Medical Center mentre analizzavano il dotto biliare di un paziente, alla ricerca di segni di cancro, hanno individuato diverse cavità che non corrispondevano a nessuna parte dell’anatomia umana precedentemente conosciuta. Hanno così stretto una collaborazione con la New York University in modo tale da capire la natura di questi piccoli fori.

L’interstizio è una complessa rete di cavità piena di liquido Ph:www.nature.com

Utilizzando campioni chirurgici di dotti biliari ottenuti durante diversi interventi pancreatico-biliare, i ricercatori sono riusciti ad individuare l’interstizio in seguito ad una somministrazione intravascolare di fluoresceina e mediante la tecnica dell’endomicroscopia.

In seguito, i ricercatori hanno individuato gli stessi spazi pieni di liquido in altri campioni di tessuto connettivo prelevati da altre parti del corpo, da persone non affette da cancro.

 

Cosa comporta la scoperta?

Secondo i ricercatori questi spazi possano agire come ammortizzatori per proteggere i tessuti durante le funzioni quotidiane.

Inoltre “Ha il potenziale per determinare grandi progressi in medicina, inclusa la possibilità di usare il campionamento del fluido interstiziale come potente strumento diagnostico“, spiega Neil Theise, docente di patologia all’Università di New York.

Infatti, il continuo movimento di questo fluido potrebbe spiegare la velocità di diffusione dei tumori all’interno del corpo, in quanto questo sistema di cavità interconnesse è la “sorgente” da cui nasce la linfa vitale per il funzionamento delle cellule immunitarie che generano l’infiammazione. Potrebbe dare inoltre una spiegazione sul meccanismo di formazione delle rughe, dell’irrigidimento delle articolazioni e della progressione delle malattie infiammatorie legate a fenomeni di sclerosi e fibrosi.

 

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