La nota casa automobilistica tedesca è pronta a sbarcare sulla Luna con il rover Audi Lunar Quattro, messo a punto dal team PTScientist-Audi. Il lancio è previsto per la metà del 2018 con un razzo della SpaceX.

QUATTRO RUOTE PER RICONQUISTARE LA LUNA

Il progetto “Google Lunar Prize”, il cui “brief” è stato presentato ben dieci anni fa dalla fondazione XPrize di Larry Page, cofondatore di Google, prevede che i partecipanti, oltre a raggiungere il nostro satellite, dovranno percorrere 500 metri sul suolo lunare e trasmettere sulla Terra immagini e video in alta definizione, motivo per il quale sono coinvolti anche prestigiose aziende hi-tech.

Dei 34 partecipanti iniziali sono rimasti solo 5 concorrenti in gara: SpaceIL, Moon Express, Synergy Moon, TeamIndus, and HAKUTO. Sono infatti gli unici team ad aver rispettato la “deadline” di consegna del progetto che prevede il lancio entro la fine del 2017. Il marchio tedesco non è riuscito a rispettare la scadenza e pertanto non partecipare alla competizione ma tuttavia ambisce a qualcosa di più grande, coinvolgendo l’azienda spaziale di Elon Musk.

“Il nostro carico scientifico ha un valore di 800mila euro per chilogrammo”

ha spiegato Robert Böhme, responsabile del team scientifico di Audi.

ALTE PRESTAZIONI PER CONDIZIONI ESTREME

La missione lunare delll’Audi prevede l’impiego di ben 2 esemplari: un orbiter e un lander.
“Con due esemplari avremo tre vantaggi, un veicolo di back-up, un carico più bilanciato sulla navicella e l’opportunità di usarne uno per immortalare l’impresa dell’altro – aggiunge Böhme.

L’azienda tedesca ha sviluppato dei motori elettrici (uno per ogni ruota) e migliorato l’alluminio della scocca e delle ruote con la stampa 3D.

“Il nostro rover è in grado di sopportare le vibrazioni del lancio, radiazioni 500 volte superiori a quelle sulla Terra ed escursioni termiche di 300°C”

L’85% del veicolo è stato realizzato con la tecnica della stampa 3D; una scelta che ha consentito di lavorare su lamierati spessi meno di un millimetro e ridurre il peso fino a 32 chilogrammi.

PER UNA GRANDE IMPRESA SERVONO GRANDI BATTERIE

Uno dei punti forti del Lunar Quattro è il sistema di alimentazione, studiato per durare diversi giorni, quanto bastano per portare a termine la breve missione:

“Volevamo un’attività di esplorazione continuativa. Fermarsi per accumulare energia significa rischiare di non partire più, per le conseguenze delle forti oscillazioni termiche. E per questo che avevamo bisogno di pannelli grandi” – spiega ancora Robert Böhme.

Audi Lunar Quattro
Gli ingegneri AUDI Robert Böhme (a sinistra) e Karsten Becker. Credit: audimediacenter-a.akamaihd.net

GRANDI AMBIZIONI

Dulcis in fundo, l’Audi ha in serbo un asso della manica con il quale si toglierà un sassolino dalla scarpa nei confronti di Google che, come lamentato da altre case partecipanti, è stato inflessibile circa i tempi di consegna del progetto; il Lunar Quattro visiterà il sito dov’è rimasto il Lunar Roving Vehicle della missione Apollo 17, l’ultima dello storico programma lunare, avvenuta nel 1972: per disposizione della NASA però, il rover dovrà fermarsi ad una distanza di 2 km dal sito.

SHARE
Previous articleAcufene cronico? Dipende dal cervello
Next articleAnsia: un sano microbiota può aiutare a prevenirla
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY