Ufficialmente classificato come spazioplano sperimentale non pilotato, l’X-37 è una sorta di drone spaziale sviluppato dalla Boeing per la U.S. Air Force, con la partecipazione di DARPA e NASA. Una volta posizionato in orbita è in grado di volare ed atterrare autonomamente.

Il “drone segreto” (ma non troppo!) dell’U.S. Air Force, sviluppato dalla Boeing, è rientrato a terra dopo 718 giorni trascorsi nello spazio. Il programma ha impiegato due esemplari del mezzo che si sono alternati, dal 2010 ad oggi, per un totale di 4 missioni spaziali: entrambi i modelli sono stati lanciati in orbita mediante lanciatori Atlas 5. Dopo quasi due anni di permanenza in orbita, il velivolo automatico e riutilizzabile ha concluso la sua quarta missione “OTV-4” (Orbital Test Vehicle – mission 4) atterrando, domenica 7 maggio 2017, sulla Shuttle Landing Facility, la pista del Kennedy Space Center in Florida dove un tempo rientravano gli Space Shuttle.

Notificato al mondo con un tweet, una volta rientrato è stato subito rimorchiato in un hangar modificato, utilizzato in passato dalla NASA per gli Space-Shuttle (GUARDA LA GALLERY):

GLI OBIETTIVI

Come ben intuibile, gli obiettivi della missione sono a carattere militari; numerose le ipotesi, dalle più fantasiose (opera di complottisti e non) alle più realistiche secondo ingegneri ed esperti del settore: principalmente, quella dell’X-37B, è quella di sviluppare un velivolo più resistente e maggiormente manovrabile di un normale satellite: ipotesi plausibile dal momento che il velivolo non è attrezzato per ospitare equipaggio, nonostante l’annuncio dell’U.S. Air Force, risalente al 2015, che lo presentò come “piccolo shuttle sviluppato al fine di testare tecnologie per una piattaforma spaziale riutilizzabile e aiutare a condurre esperimenti che possano essere riportati a Terra ed esaminati”.

X-37B
X-37B concept, credits: solarsystemscience.com

CARATTERISTICHE TECNICHE

La lunghezza del velivolo è di 8,8 metri, con un’apertura alare di 4,5 metri: dimensioni che lo rendono estremamente molto più piccolo dei tradizionali Space-Shuttle; per quel che si sa, come detto prima, non sono attrezzati per ospitare un equipaggio ma sono del tutto automatizzati e sotto controllo da terra.

Descrizione
Tipo spazioplano
Equipaggio nessuno
Costruttore Stati Uniti Boeing
Data primo volo 7 aprile 2006 (primo test) 22 aprile – 3 dicembre 2010 (primo volo nello spazio)
Utilizzatore principale Stati Uniti USA NASA/DARPA (X-37A); United States Air Force (X-37B)
Esemplari 2
Sviluppato dal Boeing X-40
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,9 m (29 ft 3 in)
Apertura alare 4,5 m (14 ft 11 in)
Altezza 2,9 m (9 ft 6 in)
Peso carico 4 990 kg (11,000 lb)
Propulsione
Motore 1 × Aerojet AR2-3 rocket engine (hydrazine),
Potenza 29,3 kN (6 600 lbf)
Prestazioni
Velocità max 28 044 km/h (17,426 mph)(velocità orbitale)

Missione                                                                                  X-37 Orbital Test Vehicle

IL FUTURO DELL’X-37B

L’Air Force ha annunciato di avere in programma una quinta missione per la fine del 2017; per alcuni potrà sembrare una contraddizione annunciare una “missione segreta” ma non lo è affatto tenendo conto che, a differenza della guerra fredda, oggi è per davvero difficile nascondere al mondo un lancio ed annunciarlo è paradossalmente la scelta migliore.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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