Si chiama C/2013 US10 Catalina osservabile in piena notte e prima dell’alba con un piccolo telescopio o un binocolo dall’inizio di dicembre. Il 17 gennaio raggiungerà il punto più vicino all’orbita terrestre per poi dirigersi verso i confini del Sistema Solare. Individuata il 31 ottobre 2013 dal Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona, Catalina è una cometa non periodica del Sistema Solare. Ha un piano orbitale inclinato di 149° rispetto a quello dell’eclittica (il piano dell’orbita terrestre): un dato non poco importante che ne rivela infatti la provenienza dalla Nube di Oort.
Meteora by drogbaster.it

Meteora by drogbaster.it

Il periodo di rivoluzione intorno al Sole doveva essere in origine di alcuni milioni di anni, ma probabilmente a causa di una collisione con un altro corpo celeste Catalina ha ricevuto l’energia necessaria per “sfuggire” dalla nostra stella seguendo quello che era divenuta un’orbita iperbolica. Quello del 25 dicembre 2015 sarà il suo primo e unico passaggio all’interno del Sistema Solare. Un’occasione irripetibile per poter osservare le sue due code, una composta da gas ionizzati e l’altra da polveri di varie dimensioni.

Avrà una magnitudine stazionaria tra 5 e 6, che tradotto per i principianti significa visibile a occhio nudo. Per non perdersela però è consigliato l’uso di un binocolo, a meno che il cielo non risulti molto scuro o ci si trovi in luoghi privi di inquinamento luminoso. Per trovare Catalina bisogna puntare lo sguardo a est. Il 24 dicembre entrerà nella costellazione del Bifolco (Bootes), passando vicino alla luminosa stella Arturo il 1 gennaio 2016. Il 17 gennaio la cometa sarà a “soli” 108 milioni di chilometri dalla Terra: in quella data farà capolino nel cielo dalle ore 22, nei dintorni dell’Orsa Maggiore.

SHARE
Previous article2003 SD220, l’asteroide di Natale
Next articleNatale a gravità zero
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY