Da sempre la medicina convenzionale, nel cercare di salvare più vite possibili, si trova a dover fare i conti con la medicina alternativa: non è compito dei giornalisti giudicare le persone che scelgono cure e terapie diverse da quelle che raccomanda la scienza. È nostro compito però, come è compito di dottori e scienziati, informare i pazienti su cosa può sconfiggere un tumore e cosa no: la chemioterapia lo sconfigge, la ricotta e l’ortica no.

Criminale Scientifico 

Hamer
Hamer, credits: http://learninggnm.com/

Tutta colpa di Ryke Geerd Hamer, un ex medico tedesco, non più abilitato all’esercizio della professione. Hamer è noto per aver elaborato una medicina alternativa denominata Nuova Medicina Germanica (NMG) nel 1981; il “dottore” tedesco sostiene che la genesi di ogni patologia sia dovuta a presunti traumi o conflitti non risolti e propone terapie fantasiose, una fra tante è il contagio volontario con agenti microbici. Le sue teorie alternative sono ovviamente contraddittorie e scientificamente implausibili poiché prive di qualsiasi riscontro biologico o clinico: è sufficiente dire che hanno causato il decesso di numerosi pazienti che le avevano seguite. Se ciò non bastasse a garantire come di un soggetto simile non ci si possa fidare e che le sue ciarlatanerie sono pericolose per la salute dei pazienti, va tenuto in considerazione il breve sunto delle sue malefatte (elencate con relative fonti consultabili):

  • I decessi attribuiti all’applicazione dell’approccio di Hamer ammontano tra i 140 e le diverse centinaia[1].
  • Secondo SwissCancer, ai pazienti affetti da cancro è stata negata la terapia del dolore tramite somministrazione degli oppioidi (morfina) in quanto non prevista nella NMG[2].
  • Hamer è stato indagato, arrestato e condannato più volte in diversi paesi europei: Francia, Spagna, Austria, Germania e Belgio, per i reati di cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione medica, omissione di soccorso, calunnia e frode[3].
  • Radiato dall’Ordine dei Medici e sospeso dalla pratica medica da un Tribunale tedesco nel 1986, Hamer viene considerato affetto da “monomanie e grave perdita del senso della realtà“. È stato incarcerato l’ultima volta in Francia dal settembre 2004 al 16 febbraio 2006 per frode ed esercizio abusivo della professione medica[4].Fonti consultabili (NB: alcune fonti potrebbero fare riferimento allo stesso documento, in quanto contiene una o più parti che si riferiscono a diverse circostanze):
    [1] Dosseir Hamer: una valutazione critica basata sui documenti
    [2] Hamer’s “New Medicine” – by Swiss Study Group
    [3] e [4] In fuga con la figlia malata di cancro – by La Repubblica
    ApprofondimentoSentenza emessa dal Tribunale di Neustadt, Vienna (Austria) 
Dott. GIovanni Apolone
Il Dott. GIovanni Apolone, direttore scientifico della ricerca all’Istituto Nazionale dei Tumori. Credits: asmn.re.it

Dopo i due casi che hanno sconvolto lo stivale, quello di Eleonora Bottaro (18 anni) e di Alessandra Tosi (34 anni), la scienza decide di intervenire e lo fa nelle vesti dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, quell’istituzione dove nacque l’oncologia italiana. In entrambi i casi le pazienti hanno rifiutato le terapie della medicina tradizionale: Eleonora è morta a causa di una leucemia dopo che i genitori, con il suo assenso, avevano scelto nei mesi scorsi di rifiutare la chemioterapia proposta dei medici, affidandosi a cure alternative, a base di cortisone e vitamina C(si legge da La Repubblica); Alessandra invece era convinta che la medicina ufficiale è al servizio del denaro e che la chemioterapia uccide e trasfigura il corpo” (si legge dal Corriere della Sera). Quella della medicina alternativa rappresenta perfettamente un’emergenza, paragonabile a quella di un’epidemia che si scatena senza freni: urge stroncare quel mix di ignoranza e superstizioni attraverso la conoscenza, appresa nei decenni, con ricerche, osservazioni, test, esperimenti e conclusioni tratte sulle base di risultati concreti. La medicina risponde per mezzo di Giovanni Apolone, direttore scientifico della ricerca all’Istituto Nazionale dei Tumori, che alla domanda «Ma esistono queste cure alternative?» – posta dal quotidiano nazionale La Stampa – ha risposto con un deciso: «No!».

«La cura del cancro si basa su prevenzione, diagnosi precoce e terapie di diverso tipo: chemio, radio e chirurgia. Ed è quello che abbiamo».

«In base all’esperienza accumulata negli anni e alla disponibilità di nuovi farmaci, in grado di agire su target mirati oppure che interagiscono con il nostro sistema immunologico, siamo ormai in grado di offrire alla maggioranza dei pazienti non soltanto cure più efficaci in termini di controllo della malattia ma anche una maggiore sopravvivenza se non addirittura la guarigione finale» – ha dichiarato il dott. Apolone in un’intervista di Paolo Colonnello pubblicata su La Stampa il 03/09/16.

Perché allora molti hanno ancora paura della chemioterapia?  – chiede Colonnello.

«Perché purtroppo non sono informati correttamente e basano le loro opinioni su questa scarsa informazione o su esperienze riferite da altri pazienti ma molto lontane nel tempo, magari di qualche decina di anni fa. Oggi le terapie sono più tollerate dal paziente e causano meno frequentemente effetti collaterali o hanno effetti più facilmente prevedibili o trattabili». 

Sarebbero sufficienti queste parole in difesa della medicina convenzionale ma ci teniamo a riportare questa importante precisazione:

Esistono anche altre cure per il cancro ma fermo restando che le terapie più efficaci per guarire un tumore sono quasi sempre terapie combinate che prevedono chemio, radio e chirurgia.

Come mai allora vengono rifiutate? «Succede per disperazione o, a volte, per componenti ideologiche che aggravano la situazione. Come nel caso di Padova» – aggiunge ancora Apolone.

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