CERN
CERN scoperte 5 nuove particelle. Credits: CERN/LHCB

CERN, scoperte cinque nuove particelle elementari; la scoperta è stata fatta da due ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari. Queste nuove particelle ci permetteranno di comprendere la natura dell’Universo oscuro e potrebbero avere applicazioni tecnologiche in ambito medico.
 

I due ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da LHCb tra il 2011 e il 2015: i risultati della scoperta sono stati pubblicati con una nota della Cornell University il 14 marzo e sono in corso di pubblicazione su Physical Review Letters.

Cinque particelle

Le cinque particelle elementari ‘OmegaC’, ci permetteranno di comprendere meglio l’Universo Oscuro, la materia oscura e l’energia oscura che costituiscono il 95% dell’Universo e delle quali si ignora la composizione. Le nuove particelle inoltre, potrebbero essere utili per future applicazioni tecnologiche in ambito medico dal momento che, con questa scoperta, espanderemo la nostra conoscenza della materia al suo livello più piccolo possibile, ossia il livello dei quark.
L’Ateneo di Bari

“La scoperta ha avuto grande risonanza in tutto il mondo”

Cervelli in fuga

I due ricercatori pugliesi sono Antimo Palano e Marco Pappagallo; Marco è un fisico di Molfetta che lavorava all’Università di Glasgow (Regno Unito). Grazie ad un bando della Regione Puglia, FutureInResearch, è rientrato a casa ed è proprio qui, al Dipartimento interateneo di Fisica di Bari, che ha lavorato intensamente al progetto.

Seguiranno aggiornamenti.

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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