I ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia del Calvin College, nel Michigan, hanno presentato i risultati del loro studio ad un convegno della Società Americana di Astronomia: è emerso che nel 2022 la collisione di due stelle darà origine a una nova rossa la quale, per un breve periodo, sarà uno degli oggetti più luminosi del cielo (“quanto la stella polare”, si legge su alcune testate giornalistiche) e sarà osservabile anche senza strumenti ottici.

Si tratta di un sistema binario, denominato KIC 9832227,è tenuto sotto-controllo dal 2013 dal momento in cui lo si è visto impegnato in un’attività più convulsa che avvicina le due stelle sempre di più: una delle due è grande del 40% in più rispetto al Sole, mentre l’altra “solamente” di un terzo.

A stars collision
Alcuni frame della simulazione svolta dai ricercatori del Calvin College. Credits: calvin.edu

Per la prima volta è stata fatta una previsione tale con così largo anticipo; solitamente infatti, queste esplosioni avvengono senza preavviso, rivelandosi solo nel momento in cui si verifica l’evento a causa dell’elevata luminosità: è il caso del sistema binario V1309 Scorpii, che, nel 2008, diede spettacolo. Se la previsione si rivelerà esatta si tratterà di un’occasione di studio nuova e notevole: consentirebbe infatti di monitorare l’evoluzione delle novae rosse.

V838 Monocerostis
V838 Monocerostis, un esempio di nova rossa. Credits: godandscience.org

Sarà davvero visibile ad occhio nudo?

Luigi Bignami
Luigi Bignami (in primo piano), credits: 1.bp.blogspot.com

Lo abbiamo chiesto al giornalista scientifico Luigi Bignami: “Stando a varie voci e soprattutto ai ricercatori, che per primi hanno diffuso la notizia, sembrerebbe davvero di sì. Però, quando si lavora per simulazioni, bisogna poi attendere la loro conferma. Quindi si potrebbe dire che se i ricercatori non hanno sbagliato nel valutare tutti i parametri in gioco, la ‘nuova stella’ la si dovrebbe realmente vedere, ma per essere davvero certi bisognerà attendere quel momento..”

Della ricerca, pubblicata sull’autorevole rivista Science, è disponibile anche il paper ufficiale rilasciato sul sito del Calvin College; lo studio, intitolata “PREDICTION OF A RED NOVA OUTBURST IN KIC 9832227”, è firmato da Lawrence A. Molnar, Daniel M. Van Noord, Jason P. Smolinski, Cara E. Alexander, Evan M. Cook, Byoungchan Jang, Christopher J. Spedden e Steven D. Steenwyk del Dipartimento di Fisica e Astronomia del Calvin College, con la collaborazione di Karen Kinemuchi dell’Apache Point Observatory Sunspot (USA) e Henry A. Kobulnicky dell’Università di Wyoming.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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