Dallo spazio alla tasca

Buona parte delle tecnologie odierne sono frutto della ricerca spaziale. Ecco alcune invenzioni direttamente dallo spazio alla tasca, e non..

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JPL NASA
PH: ©NASA

La ricerca spaziale ha fruttato molto all’uomo e non solo nel campo medico.
Sono moltissime infatti le branche che ne hanno tratto vantaggio e numerosi i gadget che ci portiamo dietro direttamente dallo spazio, al punto da non sapere che derivano da precedenti applicazioni a bordo della Stazione Spaziale.

Coagulometro
www.sklepmedyczny.com.pl

Un esempio sono i coagulometri tascabili che permettono a chi affronta terapie anticoagulanti di tenere sotto controllo lo stato del proprio sangue. Un modello innovativo, compatto e facile da usare, è stato messo a punto da Microvisk: si basa sui microsensori già utilizzati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per monitorare i liquidi presenti all’interno dei sistemi di raffreddamento e altri circuiti idraulici.

 

 

Wojtek Czyz
darkroom.baltimoresun.com

Le protesi leggere e resistenti, sono state costruite grazie all’AMS-2, il rilevatore di particelle che va a caccia di antimaterie e materia oscura sulla ISS. L’azienda tedesca Isatec che ha costruito alcuni componenti dell’AMS-2, ha impiegato infatti gli stessi materiali (fibra di carbonio e compositi) nel campo delle protesi ottenendo risultati straordinari e mai raggiunti prima. Il campione paralimpico tedesco di atletica, Czyz Wojtek, grazie anche a questi supporti ha realizzato il record del mondo di salto in lungo nel 2008, tuttora ancora imbattuto.

 

Qwip
http://www.jpl.nasa.gov/

I vigili del fuoco usano visori termografici a infrarossi per localizzare i focolai e le persone da soccorrere durante gli incendi. In elettronica sono impiegati per individuare circuiti surriscaldati, mentre nell’ingegneria edile, e dunque nelle costruzioni, possono evidenziare eventuali difetti di tenuta nelle guarnizioni termiche. I modelli più avanzati utilizzano il Qwip, una tecnologia messa a punto al Jet Propulsion Laboratory della Nasa per analizzare gli scarichi incandescenti dei razzi al decollo oppure per studiare l’atmosfera dei pianeti.

Cmos
ru.aliexpress.com

Un ottimo alleato dei selfie è senza dubbio il Cmos un tipo di sensore utilizzato nelle fotocamere digitali consistente in un circuito che trasforma in segnale elettrico l’immagine catturata dall’obiettivo. Il più diffuso oggi è il cmos-aps, usato per fotocamere e smartphone e fu messo a punto 10 anni fa dalla Nasa. Grazie alle sue dimensioni e ai consumi ridotti viene da allora impiegato per equipaggiare satelliti e sonde spaziali.

 

San Carlo
sancarlo.it

Vi siete mai chiesti come vengono impacchettate le patatine? Forse si da per scontato qualcosa di così banale, ma la fase dell’impacchettamento è piuttosto delicata. Per evitare di frantumarle, le patatine devono cadere nella busta con velocità e traiettoria perfette. Per calcolarle, un costruttore di sistemi per il confezionamento (Rovema) ha impiegato modelli e simulazioni numeriche usati dall’Agenzia Spaziale Europea per calcolare le traiettorie di alcune sonde, come il sistema che ha “deposto” il rover Curiosity su Marte. I produttori che adottano questo sistema imbustano le patatine a una velocità superiore del 50%.

 

Cronidur 30
forum.guns.ru

Tutti almeno una volta siamo rimasti affascinati dagli chef americani che presentano le gamme di lame da cucina negli spot Tv. Molti dei coltelli, mossi con destrezza, sono sicuramente composti da Cronidur30 una speciale lega di acciaio impiegata per la realizzazione di taglieri e lame. Questo materiale venne sviluppato per le pompe del carburante dello space shuttle, ed è estremamente duro, capace di resistere alla corrosione 100 volte di più degli acciai “normali”. Grazie a queste qualità i coltelli in Cronidur30 hanno una lama più stabile, per questo motivo tale lega viene impiegata anche per gli strumenti chirurgici.

Instagram
fanbridge.com

Sicuramente, dopo il fotoritocco, molti hanno dovuto cimentarsi nel videoritocco eliminando al computer i difetti dei video girati con le fotocamere. Attorno al 2000 infatti per analizzare i filmati relativi alle fasi di lancio degli Shuttle, la Nasa sviluppò delle tecnologie per migliorare le immagini, per esempio per eliminare l’effetto “mosso” o correggere i colori. Gli stessi effetti che troviamo nelle app con cui modifichiamo foto e video.

Absolute Zero
gradozero.eu

L’aerogel è una sostanza sviluppata dalla Nasa per proteggere dal freddo le sonde inviate su Marte. La sua prima applicazione terrestre è dell’azienda italiana Corpo Nove, specializzata in abbigliamento tecnico. L’aerogel è stato usato per realizzare il giubbotto Absolute Zero che ne sfrutta le straordinarie qualità termiche. Isola a temperature comprese tra i -50° e i 3.000° gradi centigradi con una leggerezza da record: è composto per il 99% da aria ed è la sostanza solida più leggera sul mercato.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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