Dal Policlinico Gemelli arrivano nuove speranze per i diabetici grazie ad una tecnica di chirurgia mini-invasiva che consente di rimodellare la mucosa duodenale rigenerando l’intestino. La sperimentazione è ancora in corso e potrebbe mandare in pensione l’insulina in quanto la patologia verrebbe arginata, nei pazienti allo stato iniziale, prima che le punture diventino indispensabili. Con il Gemelli collaborano gli ospedali di Bruxelles, Londra, Amsterdam e Lovanio, dove in totale sono stati trattati sette pazienti. La sperimentazione, che dovrebbe concludersi tra un paio di anni, si suddivide in due fasi: la prima prevede l’arruolamento di 50 pazienti nei centri europei, mentre la seconda coinvolge 400 pazienti in Europa e negli Stati Uniti.

Duodeno
L’apparato digerente di un essere umano adulto; in rosso è evidenziato il duodeno.
Credits: Olek Remesz, Wikipedia

«Alla fine, se i risultati saranno positivi, questo trattamento potrà essere utilizzato da tutti i malati di diabete che non riescono a tenere sotto controllo la malattia con i farmaci», ha detto in conferenza stampa Guido Costamagna, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Endoscopia Digestiva Chirurgica al Gemelli.

Come funziona?

L’equipe medica agisce dove nasce il diabete di tipo 2, vale a dire il duodeno, quella parte di mucosa situata nel primo tratto dell’intestino. In questo segmento dell’intestino tenue si producono gli ormoni necessari a regolare la concentrazione di glucosio nel sangue (la glicemia). Se l’alimentazione di una individuo si mostra ricca di calorie, la mucosa comincia a generare ormoni «sballati» che innalzano il tasso glicemico. Le conseguenze sono lo sviluppo di resistenza all’insulina, la disfunzione delle cellule pancreatiche che producono l’insulina e, non meno importante, l’insorgenza del diabete di tipo 2.

La procedura

L’intervento avviene in sala di endoscopia introducendo, dalla cavità orale, un catetere a palloncino che arriva al duodeno, dove rilascia energia termica che neutralizza una parte della mucosa di superficie assottigliandola, normalizzando in modo duraturo gli ormoni coinvolti nella resistenza all’insulina.

Procedura
L’illustrazione a cura del Gemelli spiega le varie fasi di introduzione del catetere a palloncino e dell’azione termica sul duodeno. Credits: http://www.policlinicogemelli.it/public/editor/images/diabeteprocedure.jpg

Per regolare a distanza e con precisione la temperatura applicata al duodeno, i chirurghi utilizzano il sistemaRevita, un dispositivo sviluppato dall’azienda americana Fractyl Laboratories Inc. «Grazie a questo dispositivo, l’intervento, che dura circa un’ora ed è in anestesia generale, risulta sicuro e ben tollerato dai pazienti, che vengono dimessi il giorno dopo», ha dichiarato Geltrude Mingrone, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Patologie dell’Obesità al Gemelli.

Per ulteriori approfondimenti, sul sito del Politecnico Gemelli, cliccare qui.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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