Il suo nome è Galileo, utilizza tutta la tecnologia italiana ed è utilizzato per il monitoraggio dei laghi dallo scorso ottobre. E’ il primo USV (Unmanned Surface Vehicle) industriale, che sarà operativo in Italia.

E’ un drone e a svilupparlo è stata la Siralab Robotics, di Terni, venti dipendenti, sorta nel 2007 come spin off e che oggi è una holding operativa con una mission: sviluppare nuove idee nel settore della robotica.

Il suo presidente è Giorgio Belloni, ternano, classe ’73, assegnista di ricerca e PhD presso l’Università di Perugia in Ingegneria Elettronica per la progettazione di sistemi di controllo, destinati ad aerei senza pilota, che si affretta a sottolineare:

“E’ stato difficile – e lo è ancora oggi – far capire che un’imbarcazione possa navigare senza pilota. Stiamo pensando a soluzioni ottimali per gestire l’automa su laghi frequentati da barche”.

Ma veniamo al drone, che è stato costruito in due anni da una decina di ingegneri.
Galielo – spiega Belloni – è un grande risultato. Servirà per effettuare delle missioni automatiche di monitoraggio, rilievo e campionamento. Misurerà vari parametri chimico – fisici dell’acqua nella posizione desiderata (GPS) e alla profondità desiderata. I risultati serviranno per realizzare mappe di profondità del fondale. Non solo. L’apparecchio ha videocamere subacquee per lo studio della vegetazione sommersa. Pesa circa 700 chilogrammi, è lungo 6 metri, largo 2,5 e alto 4.

Quanto è costato?
Molto. E’ stato realizzato con il sostegno  della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e Arpa.  Ma la mia società ha contribuito con l’ingegneria e la progettazione. Siamo orgogliosi di aver realizzato un automa che garantirà notevoli benefici. Consente di rilevare un numero molto più elevato  di parametri ambientali, con una frequenza superiore e costi inferiori. Senza contare che si possono effettuare rilievi fino ad oggi impossibili. Utilizzato per il Trasimeno, ma anche per tutti i laghi umbri e speriamo per tutti i laghi e i litorali  italiani.  Voglio ricordare che per Galileo tutto, dall’autopilota al software, è stato sviluppato da noi, in Umbria. 

 

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