Nato nel 2009, Exomars doveva essere un progetto puramente europeo ma il programma si è allargato fino a diventare una missione congiunta tra ESA e ROSCOSMOS (l’Agenzia Spaziale Russa). La sua missione principale sarà quella di capire se c’è stata la vita in passato su Marte oltre a raccogliere tutte le informazioni necessarie per preparare la futura esplorazione umana del pianeta rosso. Il progetto, che avrà inizio nel 2016, è suddiviso in due step: il primo prevede che una sonda, la TGO, resti nell’orbita di Marte per indagare la presenza di metano e di altri gas presenti nell’atmosfera: possibili indizi di una presenza di vita attiva. Il modulo EDM invece, contenente la stazione meteo denominata Dreams ed altri strumenti, che atterrerà sul suolo marziano.

Il secondo step avrà inizio nel maggio 2018: porterà sul Pianeta Rosso un nuovo ed innovativo rover cdotato di strumenti per penetrarne ed analizzarne il suolo. La Russia lancerà le due sonde con i propri vettori Proton ed installerà due strumenti scientifici sul rover. Notevoli i contributi delle altre agenzie spaziali europee: in primis l’Italia che ha contribuito al progetto per il 33% della sua totalità. Seguono la Gran Bretagna con 20%, la Francia con il 15% e la Germania con il 10%.

L’ESA infatti ha assegnato all’industria italiana la leadership principale di entrambe le missioni; oltre alla responsabilità complessiva di sistema di tutti gli elementi, è italiana anche la responsabilità diretta dello sviluppo del modulo di discesa di ExoMars 2016, denominato Schiaparelli, del drill di due metri che perforerà il suolo marziano per il prelievo di campioni e del centro di controllo da cui il Rover verrà operato. L’ESA ha selezionato personale P.I (principal investigator) italiano anche per quanto riguarda DREAMS, AMELIA e MA_MISS. Dreams (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface) è una suite di sensori per la misura dei parametri meteorologici (pressione, temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, radiazione solare) e del campo elettrico atmosferico in prossimità della superficie di Marte. Si occuperà delle condizioni ambientali sul pianeta nel periodo, particolarmente interessante, in cui si prevede una forte presenza di polveri nell’atmosfera. La P.I selezionata è Francesca Esposito INAF/Osservatorio Astronomico di Napoli. AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis), si occupa dell’atmosfera marziana impiegando i dati raccolti dai sensori durante la discesa del lander Schiaparelli sulla superficie marziana. Sarà compito di Francesca Ferri, CISAS- Università di Padova. Per concludere, MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies) uno spettrometro per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano, inserito all’interno del Drill, che consentirà di analizzare la conformazione della superficie interna della perforazione effettuata dal Drill stesso. Se ne occuperà Maria Cristina De Sanctis, INAF/IAPS di Roma, SELEX GALILEO.

L’ESA ha affidato poi a stabilimenti e strutture di Thales Alenia Space Italia lo sviluppo dei sistemi alla base di ExoMars. Che dire, una missione più italiana che euro-russa.

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