Un fenomeno tanto raro quanto affascinante ed inquietante: proprio la sua rarità gli consente spesso di essere scambiato per un oggetto volante non identificato. Errore perdonabile prima degli anni novanta, quando il fenomeno, nuovo per molti e quasi sconosciuto, destava dubbi e curiosità.

Ma con le conoscenze odierne è forse il caso di smetterla di creare bufale e allarmismi dai blog personali ai quotidiani di rilievo nazionale. Questo fenomeno è noto come Fallstreak Hole (in altri paesi è noto come “skypunch”, pugno nel cielo).

Di cosa si tratta?

Il fenomeno nasce dall’improvviso ghiacciamento delle micro-goccioline che costituiscono la nube. Negli strati più alti, a bassissima temperatura (fino a -40°C), le goccioline restano liquide (sovraffuse) a causa della mancanza di pulviscolo che funge da nucleo di condensazione. Il rilascio del calore latente di passaggio di stato tra acqua e ghiaccio, riscalda l’aria al centro del buco che, a questo punto, sale verso l’alto. L’aria intorno viene quindi spinta verso il basso e riscaldandosi per compressione provoca l’evaporazione delle goccioline con formazione di un area circolare trasparente.

Fallstreak Hole
Un Fallstreak Hole formato nel cielo della città di Pando , Canelones, in Uruguay, il 5 maggio 2016.
Credits: Lux Valente – Opera propria per Wikipedia

Non sempre i Fallstrek Hole si verificano con forma circolare. È il caso registrato a Varese il giorno 25 maggio 2016, all’interno di un esteso banco di altocumuli, a 5000 metri di quota. Il fenomeno è stato fotografato da P. Valisa ed è stato riportato sul sito del Centro Geofisico Prealpino (http://www.astrogeo.va.it/statistiche/fallstreak.php). La vastità di questo Fallstreak Hole ha permesso di osservarlo anche nelle immagini del satellite MSG che ha una risoluzione di 1.5 km. Il probabile passaggio di un aereo ha seminato la nube di nuclei di condensazione.

Fallstreak Hole
Fallstreak Hole, credits: P. Valisa, 25 maggio 2016, http://www.astrogeo.va.it/statistiche/fallstreak.php
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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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