Appena pochi mesi fa, alla fine di Agosto 2017, la Food and Drug Administartion aveva approvato la terapia genica come trattamento per la leucemia linfoblastica acuta. Il 18 Ottobre 2017 è arrivato un nuovo comunicato della FDA nel quale si annuncia il via libera alla cura di alcuni linfomi in adulti. La nuova terapia è diretta a tutti quei pazienti affetti da malattie altrimenti incurabili, insensibili ad almeno due trattamenti terapeutici tentati in precedenza.

Come fu per la leucemia linfoblastica acuta, anche per i linfomi la tipologia di terapia genica scelta e approvata è la metodica CAR-T, tecnica dall’enorme potenziale che ha portato, nei trials clinici dei risultati molto positivi.

Terapia genica: facciamo il punto

La medicina si sta evolvendo e la lotta ai tumori è in prima linea per quanto riguarda le novità. Le difficoltà nel curare moltissimi tipi di tumori stanno spingendo medici e ricercatori verso la ricerca di tecniche nuove, di approcci nuovi alla malattia e alla terapia. Le metodiche convenzionali, radioterapia, chemioterapia, chirurgia, spesso infatti non sono sufficienti a contrastare queste patologie come, come si sente spesso, mietono sempre più vittime.

La terapia genica è una delle avanguardie della medicina. La tecnica che ha riscontrato maggior successo tra le terapie geniche è quella chiamata CAR-T, che consiste di fatto nell’educare artificialmente il sistema immunitario di un paziente in modo che le sue stesse cellule immunitarie siano in grado di riconoscere ed attaccare le cellule tumorali.

Seconda applicazione di CAR-T contro i tumori
Ph: cancer.gov

Nell’immagine, pubblicata sul sito del National Institute of Health, possiamo osservare molto brevemente quali sono i passaggi chiave della terapia denominata CAR-T (Chimeric Antigens Receptors-T). Questa consiste in un prelievo di sangue periferico, dal quale vengono estratti i linfociti T, ovvero quelle cellule che hanno il compito di segnalare alle cellule effettrici l’eventuale presenza di bersagli da distruggere. In laboratorio, grazie all’utilizzo di virus attenuati, i linfociti vengono ingegnerizzati al fine di indurli alla produzione di recettori per antigeni chimerici (CARs). Questi sono molecole che non esistono in natura ma permettono ai linfociti di riconoscere dei bersagli specifici, presenti nelle cellule tumorali.

Una volta ingegnerizzati, i linfociti T vengono reintrodotti nel circolo ematico del paziente, attraverso il quale giungeranno in contatto con i loro bersagli innescando la reazione immunitaria che dovrebbe portare alla distruzione di tutte le cellule tumorali.

Yescarta, la seconda terapia genica

Yescarta è il nome del nuovo trattamento di terapia genica basato sulla metodica CAR-T. La sua approvazione segna un nuovo passo nel progresso della terapia genica. Queste le parole, riportate nell’articolo apparso sul sito ufficiale della FDA, di Scott Gottlieb, membro della commissione della stessa FDA:

“La giornata di oggi rappresenta una nuova pietra miliare nello sviluppo di un nuovo paradigma scientifico per il trattamento di alcune serie patologie. In pochi decenni la terapia genica è passata da essere un concetto promettente ad una soluzione pratica per alcune forme di cancro mortali e non curabili”.

Yescarta è stato approvato come trattamento in estrema ratio per quei pazienti afflitti da NHL (Non-Hodgkin Lynfoma), nei quali almeno due trattamenti non siano risultati efficaci. Approssimativamente 72 mila nuovi casi di NHL vengono diagnosticati ogni anno in America e, tra questi, la forma più frequente è rappresentata da Linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL). Il trattamento non è indicato, invece, per quei pazienti con linfomi primari del sistema nervoso centrale.

I risultati dei trial clinici di Yescarta

I risultati degli studi di questo farmaco, riportati sempre sul sito della FDA, rispecchiano la gravità della malattia che si vuole provare a trattare. Su 101 pazienti, il 51% dei pazienti osservati ha manifestato una remissione totale della patologia, mentre in circa il 72% si è vista un miglioramento delle condizioni. Molti sono stati i casi in cui si sono verificati effetti collaterali di notevole entità. Le cellule T ingegnerizzate possono infatti trasformarsi in cellule auto reattive che causano notevoli complicazioni al paziente. Ciò comporta una reazione infiammatoria molto grave con febbre molto alta, sintomi simil influenzali e neurotossicità. Inoltre 3 pazienti sono deceduti durante il trattamento.

Yescarta, il secondo tarttamento di terapia genica in commercio
Ph: cancer.gov

Va da sé che tutti questi rischi devono essere attentamente valutati al momento della somministrazione della terapia. Proprio in virtù di queste considerazioni ad oggi la terapia genica è utilizzata in quei pazienti nei quali tutte le altre armi a disposizione si siano rilevate inefficaci.

Sono stati richiesti, dalla FDA, studi più approfonditi per quanto riguarda l’effettiva efficacia sul lungo periodo e sugli effetti collaterali di questa terapia.

Questi studi dovranno essere portati avanti anche per dimostrare come un investimento di questa entità sia utile a portare dei benefici importanti ai pazienti, perché si deve tenere conto che trattare in questo modo un singolo paziente ha un costo di circa 373mila dollari.

 

Per approfondire:

Antonio Piazzolla, “Leucemia sconfitta con una puntura da 475mila dollari” ;
NIH, “CAR T Cells: Engineering Patients’ Immune Cells to Treat Their Cancers” ;

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