A Cambridge, precisamente a Massachusetts c’è GeoOrbital, una compagnia composta da inventori, costruttori e scienziati provenienti da ambiti disparati (SpaceX, Jabil, Amazon Robotics, Ford, FIRST Robotics). L’obiettivo di questa azienda è reinventare la ruota per rivoluzionare il mondo dei trasporti.

La particolarità di questa ruota, oltre a non avere raggi, è quello di non avere un centro di stabilità: “orbita” intorno un’area vuota, come le ruote delle moto del film Tron. All’interno del cerchione sono presenti alcuni componenti che consentono la rotazione. Si sa ancora poco di questo meccanismo: l’azienda lo chiama “Geo” perché è come un pianeta, mentre la ruota è il satellite che orbita intorno ad esso.

Alla domanda “perchè reinventare la ruota?”, l’azienda risponde che, anche se sembra una stupida idea, permette di integrare una quantità quasi illimitata di componenti nella ruota stessa. Poiché la ruota non gira come quelle tradizionali è stato possibile integrare i fari, le porte USB di ricarica, vani portaoggetti, serrature e molti altri componenti che non sarebbe installabili su di una ruota a raggi.

Perché solo sulla ruota anteriore? – si chiede l’azienda nel sito di presentazione, tanto per cominciare per la facilità di installazione: ci vogliono infatti solo un paio di minuti e non occorrono particolari attrezzi. Facilità di sostituzione: se per un qualsiasi motivo decidete di reinstallare le ruote tradizionali non ci vorrà molto. Compatibilità: funziona con la maggior parte delle biciclette in commercio, tenendo in considerazione la velocità di trasmissione, le dimensioni forche e le misure della catena. All Wheel Drive: è possibile attivare la capacità di ruota motrice semplicemente pedalando. Pratica e leggere dunque, raggiunge da sola le 20 miglia all’ora (32 km all’ora) con la sola potenza del motore: pedalando si può andare ancora più veloce. Riguardo l’autonomia si possono percorrere fino a 64 km con una sola carica. Quando la batteria si esaurisce è possibile pedalare come su di una normalissima bicicletta.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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