Gozo, collassata “Azure Window”

Addio alla "finestra azzurra", meraviglia del mediterraneo e simbolo dell'Isola di Gozo; non godeva di buona salute da molto tempo e una tempesta l'ha spazzata via

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Finestra Azzurra
A sinistra la "Finestra Azzurra", a destra l'ipotesi del crollo, un fotomontaggio dell'utente TeknOtaku postato su kuriositas.com nel lontano 2011. Mai a pensare che quel crollo si sarebbe verificato per davvero. Credits: foto sinistra (http://17721-presscdn-0-33.pagely.netdna-cdn.com), foto destra (http://s3-eu-west-1.amazonaws.com)

Gli dei non l’hanno protetta. La “finestra azzurra“, meraviglia del mediterraneo, ha ceduto sotto i colpi inflitti da Nettuno. È stata una tempesta, la mattina dell’8 marzo, a distruggere in un attimo il simbolo dell’Isola di Gozo, nell’arcipelago maltese. Già da tempo il famoso arco naturale di roccia, che si affacciava sul mare della baia Dwejra nei pressi della Laguna Blu, non godeva di buona salute e le autorità avevano proibito l’accesso ai turisti che da sempre la utilizzavano come trampolino per tuffarsi: l’erosione, ma anche e soprattutto l’attività antropica, avevano compromesso la stabilità della struttura.

Spazzata via in un attimo

Ad assistere al crollo c’è stato un testimone, Roger Chessell, che ha raccontato al Times di Malta la dinamica dell’episodio, verificatosi intorno alle 9.40 dell’8 marzo: «Il mare era in tempesta e dopo che una grande onda è passata sotto la grande scogliera l’arco dell’Azure Window è crollata ed è crollato nel mare».

Azure Window
L’Azure Window, una delle bellezze naturali del Mediterraneo. Credits: images.nationalgeographic.com

L’ottava meraviglia

Questa zona dalla geologia molto interessante si era formata decine di migliaia di anni fa; in particolare l’Azure Window era nata dal crollo di due grotte calcaree. Tale crollo generò anche la Buca Blu (The Blue Hole) in alto nella foto, uno dei paradisi dei subacquei, da sempre scelta dai fotografi di National Geographic.

Cos’è l’erosione?

Si tratta di un fenomeno ambientale che tende a “snellire” il profilo terrestre attraverso l’asportazione graduale di suolo o roccia; questo processo avviene per mezzo di agenti atmosferici come il vento, l’acqua o il ghiaccio oppure per effetti secondari, come i movimenti gravitativi o quelli di organismi viventi (bioerosione).

Un fenomeno esogeno dunque, antagonista rispetto alle forze costruttive sia di natura endogena che di natura biologica (barriera corallina); un processo simile all’invecchiamento delle cellule che va ad inquadrarsi nello smantellamento del rilievo terrestre, colmato di seguito con materiale clastico prodotto dai bacini sedimentari e dalle depressioni in modo da livellare le differenze di quota. Ricordiamo però che molto spesso questo processo naturale viene favorito e accelerato dall’attività antropica.

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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