Every breath you take,
Every move you make,
Every bond you break,
Every step you take,
I’ll be watching you!

Il celebre testo dei The Police sembra descrivere bene l’attività di Google che, da sempre caratterizzato da messaggi nascosti e pagine extra per divertire gli utenti, da oggi avvisa gli utenti quando vengono aperte 100 pagine con la modalità di navigazione in incognito. Uno smile sorridente, come se volesse dire: “So cosa guardi!”.

Google Chrome Incognito
La faccina che avvisa gli utenti circa l’attività di navigazione in incognito. Credits: static.independent.co.uk

Cos’è la modalità di navigazione in incognito?

Attiva già da diversi anni, è un modo per impedire a Google Chrome di registrare i contenuti visitati e i download: consiste in una nuova finestra da cui si può navigare senza lasciare traccia, spostandosi anche in finestre di navigazione normali; un metodo per evitare di salvare la cronologia dei siti visitati, ma non impedisce di vedere quali siti sono stati visitati ad altre fonti, come il proprio provider Internet o altri siti web.

Una funzione ideata dunque per proteggere i segreti degli utenti, solitamente impiegata dalla maggior parte degli utenti per accedere a contenuti pornografici: lo smile sorridente compare nei dispositivi Android mentre per il sistema iOS c’è una versione più ammiccante.

Non è la prima volta che Google ricorre a simboli e pagine extra per divertire gli utenti: il quotidiano Independent ha stilato una classifica ricordandone alcuni, ad esempio digitando “Google in 1998” si può accedere ad una versione beta del noto motore di ricerca, decisamente vintage, oppure, quando una pagina è in caricamento si può azionare la barra spaziatrice ed ecco che comparirà il noto giochino del piccolo dinosauro.

Quel che resta da chiedersi però è “Che fine ha fatto la privacy degli utenti?”

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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