Il telescopio spaziale Hubble ha immortalato lo “scontro” fra due galassie a spirale, denominate LEDA 18516, distanti ben 500 milioni di anni luce da noi. Viaggiano l’una contro l’altra alla velocità di 2 milioni di km/h, spinte dalla forza di gravità.

COSA SUCCEDE?

Quando si verifica un evento di questa portata, estremamente raro, ad interagire sono soltanto le forze gravitazionali e i gas; l’interazione gravitazionale provoca principalmente cambiamenti nella struttura fisica della galassie coinvolte. Gli effetti più devastanti interessano le nebulose, aree ricche di atomi, gas, polveri e particelle libere la cui ampia estensione renderebbe più probabile una reazione tra i gas delle galassie.

In questo scenario, le aree più dense attirano per forza di gravità altra materia che rende quelle zone sempre più massicce: la collisione tra le nubi di gas genera così violente onde d’urto che riscaldano e comprimono il gas stesso. Nelle zone più dense della nube il gas, compresso dal collasso gravitazionale, si riscalda rapidamente e si frammenta, generando la nascita di nuove stelle.

CHE NE SARÀ DELLE GALASSIE?

La velocità delle galassie di LEDA 18516 è alta al punto tale che non si fonderanno tra loro ma procederanno in direzioni opposte “ognuna per la sua strada”, anche se dopo la reciproca interazione gravitazionale saranno irriconoscibili, diverse da come erano prima dello scontro dal momento che, come detto prima, l’interazione gravitazionale provoca cambiamenti nella struttura fisica della galassie coinvolte.

CHE NE SARÀ DI NOI?

Secondo recenti studi, la Via Lattea è destinata a scontrarsi e fondersi con la vicina galassia di Andromeda, la quale si avvicina a noi alla velocità di 300 km al secondo.

Dopo la fusione, “il cielo del sistema solare” apparirà diverso e molto più luminoso. Tutto questo accadrà tra 4 miliardi di anni quando il Sole si troverà alla fine del suo ciclo evolutivo, sviluppandosi come gigante rossa: in questa fase, la sua estensione raggiungerà l’orbita terrestre, rendendo il pianeta inospitale.

SHARE
Previous articleBoeing X-37B da record: 718 giorni nello spazio
Next articleTesla Solar Roof: il vetro garantito a vita
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY