Il sistema solare è variegato più di quanto noi riusciamo ad immaginare. Quello che ci sembra ovvio e scontato non lo è su di un altro corpo celeste. Mercurio è il suo paradosso ne sono la prova. A causa di svariate “coincidenze fisiche” vale a dire risonanza orbitale, eccentricità dell’orbita precessione dei perielii, un anno solare mercuriano dura 88 giorni terrestri, mentre un giorno solare mercuriano dura ben 176 giorni terrestri.

Schema

Sia che non ci abbiate capito nulla, sia se da appassionati conoscete perfettamente il fenomeno, vi starete chiedendo in cosa consiste il paradosso. In sostanza Mercurio ruota intorno al proprio asse molto più lentamente di quanto impieghi ad orbitare intorno al Sole, proprio per i fenomeni fisici elencati prima. Dunque una persona nata sulla Terra il 1 gennaio 2015, compirebbe un anno (oppure 365 giorni terrestri) il 1 gennaio 2016. Su Mercurio invece, nello stesso arco di tempo avrebbe compiuto 4,1 anni ma allo stesso tempo 6,2 giorni. Assurdo, non trovate? Fate un respiro, mettetevi comodi e lasciatemi finire di spiegare. Questo fenomeno e l’alta eccentricità dell’orbita produrrebbero strani effetti per un osservatore sulla superficie di Mercurio.  Di seguito la “danza del Sole” su Mercurio:


Ad una certa longitudine l’osservatore vedrebbe il Sole sorgere e quindi aumentare gradatamente le sue dimensioni apparenti mentre si dirige verso lo zenit. A quel punto il Sole sembrerebbe fermarsi, tornare indietro, fermarsi di nuovo, prima di ricominciare il suo cammino verso l’orizzonte e diventare apparentemente più piccolo. Nel frattempo le stelle si muoverebbero attraverso il cielo ad una velocità tre volte maggiore. Altri osservatori a diverse longitudini sulla superficie di Mercurio vedrebbero movimenti differenti ma ugualmente bizzarri.


 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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