ISS: il training di sopravvivenza

Sopravvivere nello spazio; la simulazione di un incendio a bordo della Soyuz per raggiungere la ISS

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Soyuz

In caso di incidenti nello spazio le possibilità di sopravvivenza sono davvero minime, considerando anche il fatto che gli astronauti non potrebbero contare su nessun tipo di soccorso da terra. Solamente le simulazioni svolte durante il durissimo allenamento potrà consentire loro di salvarsi le penne ma solo in determinate circostanze.
Ecco le procedure di sopravvivenza nel caso si verificasse un incendio a bordo della Soyuz.

La simulazione è avvenuta presso lo Yuri Gagarin Cosmonaut Training Center, un centro di addestramento per astronauti a Star City (nella provincia di Mosca),e vede protagonisti i cosmonauti Sergei Volkov(russo) e Andreas Mogensen(danese), che partiranno per la ISS a settembre 2015. La missione di Mogensen, primo astronauta danese a bordo, durerà solo dieci giorni.

In caso di incendio nella Soyuz la prima cosa da fare è chiudere il casco per non inalare il fumo. Per estinguere l’incendio invece ci sono tre diversi modi. In primo luogo, chiudendo l’impianto di aerazione di bordo per fermare la circolazione forzata dell’aria nella cabina e impedire all’incendio di propagarsi. La seconda soluzione è spegnere tutti gli equipaggiamenti elettrici, per togliere al fuoco ogni possibile ulteriore rinforzo. La terza alternativa, più drastica, è depressurizzare la cabina, lasciando così l’incendio senza ossigeno da bruciare. In quest’ultimo scenario, all’equipaggio rimangono 125 minuti per effettuare un atterraggio di emergenza, prima che la temperatura all’interno della tuta aumenti irrimediabilmente. L’ossigeno erogato dalla tuta – 22 litri al minuto – sarebbe infatti sufficiente per respirare, ma non per garantire la giusta temperatura corporea.

 

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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