Progettati dall’azienda Knightscope, i K5 sono i primi robot-poliziotti che già da qualche tempo sorvegliano gli edifici più importanti della Silicon Valley. Chi non gli ha mai visti prima penserebbe a qualcosa come Robocop ma in realtà somigliano terribilmente a R2D2 il famosissimo robottino di Star Wars.

K5 - R2D2
A sinstra K5 a destra R2D2 direttamente da Star Wars

Hanno una caratteristica forma ad uovo, sono alti 150cm per 150 chilogrammi di peso. Sono l’ultimo prodotto della startup californiana Knightscope, nati proprio per monitorare e pattugliare le strade con un elevatissimo bagaglio tecnico capace di sostituire (un giorno) la presenza dei vigilanti umani. Attualmente sono ancora in fase sperimentale ma sono già capaci di fungere da radar di controllo per mantenere sicura un’area pubblica.

Knightscope K5

K5 paragonato ad un essere umano

Possiedono sensori a 360 gradi, visore notturno, misuratori di temperatura, pressione e livello di CO2, Gps, sistema di riconoscimento delle targhe e analisi predittiva. Sono dotati inoltre di un sistema di percezione acustica che invia un allarme nel caso in cui il computer rilevi ad esempio la rottura di un vetro. Il centro di comando, che controlla il robot da remoto, ottiene immagini ad alta definizione in tempo reale con telecamere a infrarossi e un microfono per poter comunicare con l’esterno, in modo tale da poter interagire con i ladri o con chi dovesse attaccare il droide. Il robot non può fermare un ladro ma può registrare tutte le informazioni possibili per rendere più facile la sua identificazione e la sua cattura. Più che un poliziotto è un valido vigilante che fa da deterrente per i criminali. Scopriamo nel dettaglio i suoi strumenti di identificazione:
Knightscope K5

Knightscope K5

LIDAR (2): SICK Light Image Detection and Ranging – 20 to 67 msec Scan Time; 905 nm Laser Frequency; Laser Safety “Class 1”; 0.01 to 20 m Scan Distance; 0 and -23 Degree Scan Angles.

Video Cameras Samsung – 1/4″ progressive scan CMOS 3 Megapixel Image Sensor; Auto Exposure; Backlight Compensation; Auto White Balance; Face and Motion Detection; Day and Night Modes.

GPS Phidgets – 2.5 m Circular Error of Probability; Altitude, Heading, Velocity, Time, and Date; “Hot Start” Signal Re-acquisition in < 1 sec.

License Plate Recognition (LPR).Vigilant – Video Speed of 30 Frames per Second; Reads 300 License Plates per Minute; Focal Length of 144 – 216 inches (3,658 – 5,486 mm); Power Over Ethernet; Data Output in Form of Alphanumeric Characters, License Plate Image and Geo-tagged Location.

Weather Station – Temperature, Humidity, Barometric, CO2 Levels, and Sound Levels; 6 Degree-of-Freedom Inertial Measurement Unit; Wheel Odometry.

Nel corso dell’ultimo anno la diffusione dei robot si è moltiplicata a tal punto che la società ha deciso di affittarli a 6,25 dollari l’ora – meno del salario medio di un vigilante – per assicurare una maggiore protezione. Per quest’idea l’azienda dell’amministratore delegato Stacey Dean Stephens, ha raccolto 12 milioni di dollari tra i finanziatori statunitensi per potenziarla e farla diventare il prossimo grande passo nello sviluppo tecnologico del paese.
Il primo prototipo era già stato presentato nel 2013, ma il suo ingresso sul mercato internazionale è avvenuto solo ora, con tanto di spot pubblicitario ispirato a 007.

Knightscope K5
La presentazione del K5 avvenuta nel 2013

 

SHARE
Previous articleZinnia, la prima pianta a fiorire nello spazio
Next articleScoperto nuovo numero primo: ha 22 milioni di cifre
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY