C/2014 Q2 Lovejoy
C/2014 Q2 Lovejoy

Si chiama C/2014 Q2 Lovejoy ed è la cometa alcolica! Al suo interno infatti sono state localizzate tracce di alcol etilico e un particolare zucchero complesso.

Da quando è stata scoperta dall’australiano Terry Lovejoy, che ha dato le generalità alla cometa, non ha smesso di incuriosire gli scienziati. La recente scoperta la rende ancor più unica: dal suo nucleo fuoriesce alcol etilico, lo stesso che beviamo il sabato sera, ed una ventina di zuccheri complessi tra cui il glicolaldeide.

Nicolas Biver
Nicolas Biver

La “scoperta alcolica” è di Nicolas Biver dell’Observatoire de Meudon di Parigi. Ha utilizzato il radiotelescopio da 30 metri di diametro che si trova sulla Sierra Nevada in Spagna. «Queste sostanze sono state portate alla luce lo scorso mese di gennaio quando la cometa  C/2014 Q2 Lovejoy è passata vicino al Sole. Dal suo nucleo usciva alcol in quantità paragonabili a circa 500 bottiglie di vino» – spiega Biver.

 

Zucchero
Zucchero

Non meno importante è la presenza dello zucchero, lo stesso che mettiamo nel caffè: alcuni lieviti possono trasformare gli zuccheri in alcol. Che ci siano anche sulla cometa? Questo è quel che si stanno chiedendo ora gli scienziati. Ma non è la prima volta che vengono individuati “ingredienti” di questo tipo.

 

Iras 16293-2422
Iras 16293-2422

In passato, infatti, su Iras 16293-2422 venne trovato del materiale simile a quello scoperto sulla cometa Lovejoy. Un zucchero come il glicolaldeide è un elemento molto importante per la vita, è presente nella formazione dell’Rna. Da tempo si crede che le comete possano aver portato sulla Terra i mattoni della vita. Questa scoperta valorizza tale ipotesi.

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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