La fisica cambierà il Sistema Internazionale delle Unità di Misura, invariato dalla sua fondazione; annunciata con largo anticipo, la conferenza generale su pesi e misure è prevista per novembre 2018 mentre per le nuove definizioni si dovrà attendere fino al maggio 2019.

A deciderlo è stato l’Istituto Internazionale di Pesi e Misure, riunito attualmente a Parigi per avviare la ridefinizione delle misure attuali, le cui definizioni sono astratte; le nuove si baseranno infatti sulla base di costanti della fisica. Quello di quest’anno che vede anche la partecipazione dell’italiana Maria Luisa Rastello, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, è un incontro preliminare che anticipa la conferenza generale sui pesi e le misure prevista per novembre 2018, mentre per le nuove definizioni si dovrà attendere fino al maggio 2019.

Chilogrammo
La massa campione di 1 kg, attualmente conservato presso il National Institute of Standards and Technology, negli USA. Il cilindro ha un diametro di 39 mm, un’altezza di 39 mm ed è stato realizzato in una lega di platino (90%) e iridio (10%). Credits: “US National Bureau of Standards” attualmente “National Institute of Standards and Technology”

Misure universali

Sarà la più grande ridefinizione del sistema internazionale delle unità di misura da sempre, vale a dire sin dalla sua fondazione; oltre al chilogrammo cambierà anche l’ampere, che misura la corrente elettrica, il kelvin che definisce la temperatura e la mole che si riferisce alla quantità di sostanza.

Lo scopo è rimpiazzare gli attuali sistemi che definiscono le quattro unità con costanti fisiche universali e riproducibili da tutti, così da rendere la misurazione precisa accessibile ai laboratori di tutto il mondo.

Ricadute nell’industria

Quello che si otterrà saranno importanti ricadute industriali, oltre che per la ricerca:

È importante perché alcune definizioni, in particolare quella del chilogrammo, sono basate su artefatti materiali, anziché su costanti fisiche, e questi non sono affidabili su scale di tempo molto lunghe

ha commentato Giovanni Mana, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica che ha contribuito alla ridefinizione del chilogrammo. Seguiranno aggiornamenti.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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