La teoria secondo cui la Luna si sarebbe formata in seguito ad una fortunato impatto, obliquo e a bassa velocità, avvenuto attorno ai 4,5 miliardi di anni fa tra il nostro e un altro protopianeta resta la più accreditata. Oltre ad aver velocizzato il periodo di rotazione della Terra, questa collisione generò una nuvola di detriti fusi o vaporizzati in orbita attorno al nostro pianeta (che si trovava ancora in uno stato embrionale). Da quella nuvola di detriti ha lentamente preso forma quella che oggi chiamiamo Luna.

Moon Formation - Simulation Southwest Research Institute

Moon Formation – Simulation Southwest Research Institute

La teoria dell’impatto sembra spiegare perché il nostro satellite naturale sia il più simile al suo pianeta in tutto il Sistema Solare per diverse caratteristiche, tra cui la composizione delle rocce. Anche se le rocce lunari contengono meno elementi volatili rispetto a quelle terrestri e risultando più povere di potassio, sodio e zinco. Per volatili si intendono tutti gli elementi che hanno un punto di ebollizione piuttosto basso e quindi vaporizzano facilmente.

Robin Canup
Robin Canup

«La scarsità di elementi volatili sulla Luna è un mistero di lunga data; tuttavia è di un elemento chiave per stabilire come si sia formato il sistema Terra-Luna », dice Robin Canup del Southwest Research Institute, una delle autrici dello studio pubblicato su Nature Geoscience. La ricerca comprende una simulazione al computer che combina i modelli dinamico, termico e chimico della formazione della Luna. Una delle ipotesi che spiega la mancanza di elementi volatili nelle rocce lunari consiste nella “fuga” nello spazio di questi elementi che sono vaporizzati durante l’impatto, prima che la Luna si formasse. «In realtà, ben pochi elementi volatili sarebbero stati persi, perché la velocità necessaria per sfuggire alla gravità della Terra è molto alta», spiega Canup. «La nostra ricerca suggerisce invece che il materiale fuso ricco in elementi volatili si è depositato sulla Terra invece che sulla Luna».

Di seguito la simulazione del Southwest Research Institute:

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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