La rivelazione di Anonymous, secondo cui la NASA sia in procinto di annunciare l’esistenza degli alieni, ha rimbalzato tra i maggiori tabloid e quotidiani mondiali. Nessuno però ha pensato bene di verificare la dichiarazione dell’organizzazione hacker dandola, per scontato, come realistica e veritiera perché, in fondo, che il governo americano nasconda qualcosa ci credono (o meglio ci sperano) un po’ tutti.

Facciamo un passo indietro fino all’ultimo incontro “Us Science Space and Tecnology committee” della NASA dove il professor Thomas Zurbuchen, con la piena consapevolezza scientifica e logica, ha dichiarato quanto segue: “La nostra civiltà è sul punto di scoprire le prove di vita aliena nel cosmo. Alla luce delle differenti missioni che sono impegnate nella ricerca di vita aliena, siamo sul punto di fare una delle più profonde e senza precedenti scoperte della storia”. Affermazione sicuramente carica di entusiasmo che però si focalizza sulle prove di vita aliena nel cosmo, prove che potrebbero tranquillamente essere riconducibili al passato.

Quando si parla di forme di vita aliene poi viene facile immaginarsi subito dei primati super intelligenti, dotati di una tecnologia tanto avanzata quanto illusoria. Omini verdi dai grandi occhi neri: caratteristiche fisiche inutili se pensiamo che le forme di vita che conosciamo ad oggi, potrebbero svilupparsi solo in condizioni simili a quelle del pianeta Terra; dunque che senso avrebbe essere così tanto diversi da noi? Senza contare che mai nessuno ipotizza l’esistenza di animali-alieni (molto più probabili di primati intelligenti, considerando i tempi di sviluppo delle specie).

Ad ogni modo, quella del professor Zurbuchen è un’affermazione sensata, razionale e logica; perché del resto, volendo fare un ragionamento più filosofico, perché tutto questo spazio se ci siamo solo noi? L’altra verità poi, sulla quale l’annuncio di Anonymous trova fondamento, è la recente scoperta dei 219 nuovi esopianeti all’esterno del sistema solare, di cui 10 rocciosi collocati nella “fascia di Goldilocks”, la zona di abitabilità. Pianeti di cui non si sa assolutamente nulla e che distano svariati anni luce da noi.

La comunità scientifica ha certamente fatto passi avanti nella ricerca di forme di vita diverse dalla nostra e sicuramente “siamo sulla buona strada”; ma l’affermazione di un professore e la scoperta di nuovi pianeti bastano a dichiarare, senza alcuna prova, che la NASA stia per annunciare la scoperta di forme di vita aliene?

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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