Da tempo si pensava ad una soluzione per intervenire, in modo efficace, ai disastri ambientali provocati dalla dispersione in mare di petrolio. Ci sono riusciti i ricercatori della Argonne National Laboratory che, combinando poliuretano e ossido di metallo, hanno realizzato una spugna in grado di imprigionare solo il greggio purificando l’acqua.

Si chiama Oleo Sponge e, rispetto agli esperimenti già tentati in passato, ha dimostrato di poter agire anche in profondità: più in generale, petrolio a parte, è stata progetta per intervenire nei disastri marittimi ed assorbire così anche altri agenti inquinanti.

Com’è fatta?

La spugna è costituita da poliuretano, una schiuma molto usata nei prodotti odierni come i materassi di ultima generazione oppure nei materiali isolanti, e dall’ossido di metallo: a quest’ultimo vengono aggiunte delle molecole oleofiliche, molecole in grado di riconoscere e catturare le particelle oleose; il sistema forma dunque una nano-struttura nel suo complesso davvero innovativa.

Durante i test effettuati dai ricercatori dell’Argonne National Laboratory è emerso che la combinazione dei tre elementi – schiuma, ossido e molecole – riusciva a separare gli idrocarburi dall’acqua, mantenendo attaccate alla superficie spugnosa solo il materiale greggio, lasciando così l’acqua pulita. Un sistema già noto in passato e realizzato anche dal nostro Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), sfruttando i campi magnetici; in cosa consiste dunque la novità? Oleo Sponge è, al contrario di tutti gli esperimenti passati, è in grado di filtrare l’intera colonna d’acqua colpita dallo sversamento andando in profondità, ben al di sotto delle onde.

Due piccioni con una fava

Ai ricercatori dell’Argonne va un doppio merito: perché se è vero che riesco a filtrare interamente l’acqua dagli idrocarburi che la inquinano, è altrettanto vero che la spugna può rilasciare carburante riutilizzabile, poiché totalmente isolato da molecole di acqua e/o da altre sostanze presenti in mare.

I test, inoltre, hanno dimostrato innanzitutto che Oleo Sponge è dotata di notevole resistenza ma anche di grande versatilità: alla struttura di base infatti è sufficiente applicare la molecola adatta ad attirare singole sostanze per recuperare molti altri liquidi diversi dagli idrocarburi. Per approfondire clicca qui.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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