Il 30 novembre 1954 un meteorite precipitò ad Oak Grove, Sylacauga (Alabama). Gli scienziati lo chiamarono con il nome della città, ma la stampa lo definì diversamente: i giornalisti lo chiamarono il meteorite di Hodges, poiché uno dei suoi frammenti colpì una donna del posto, Ann Elizabeth Hodges: la donna sopravvisse al colpo, si trattò del primo caso ben documentato di un essere umano colpito da un meteorite.

Il fatto

Il meteoroide raggiunse la Terra sul lato rivolto verso il Sole, il 30 novembre 1954 alle ore 18.46, formando una scia ben visibile in cielo. Aveva già passato il perielio e si stava allontanando dalla nostra stella madre. Questo dato fu molto importante poichè, dopo le analisi dell’orbita, si riuscì a stabilire il luogo di provenienza della meteora, vale a dire l’asteroide 1685 Toro. Il rombo feroce ed improvviso fece quasi cadere di sella un ragazzino in bici a Montgomery e varie persone abitanti nei dintorni riportarono di interferenze alla televisione. Diversi testimoni sentirono esplosioni o violenti scoppi fino a Tuscaloosa. Il meteorite si spezzò in almeno tre frammenti:

  • Il frammento Hodges, quello di dimensioni maggiori, sfondò il tetto di una casa di Oak Grove, sbalzò via una radio e colpì al fianco sinistro la signora Ann Elizabeth Hodges, mentre riposava sul divano.
  • Il frammento McKinney, ritrovato il giorno seguente da un contadino del luogo, Julius McKinney.
  • Un terzo frammento che non fu mai recuperato, è caduto probabilmente in un’area a nordovest di Oak Grove nei pressi di Childersburg.

Frammenti e dollari

La signora riportò una ferita sul fianco sinistro e non si riprese mai dallo shock; gli ufficiali di polizia sequestrarono il meteorite ma il marito, Eugene Hodges, ottenne per vie legali che fosse loro restituito anche se le spese processuali costarono alla coppia una fortuna. La locatrice dei coniugi Hodges, Birdie Guy, li citò a sua volta in giudizio per ottenere il frammento (allo scopo di venderlo per riparare la falla nel tetto causata dal meteorite stesso). Birdie vinse la causa, ma non riuscendo a vendere il frammento lo cedette nuovamente ai coniugi Hodges per 500 dollari. I coniugi divorziarono nel 1964, e la signora Ann morì d’insufficienza cardiaca in una casa di cura a Sylacauga nel 1972, all’età di 52 anni. È sepolta nel Baptist Charity Cemetary di Hazel Green. Il frammento Hodges si trova oggi all’Alabama Museum of Natural History, a cui Ann Hodges aveva deciso infine di donarlo.

Il frammento di Hodges
Il frammento di Hodges conservato al Alabama Museum of Natural History per volontà della signora.

Il contadino afroamericano Julius McKinney vendette il frammento da lui trovato ad un avvocato di Indianapolis, che lo acquistò per conto dello Smithsonian Institution (dove si trova tuttora); la famiglia di McKinney non rivelò mai quanti soldi ricavò dalla vendita, ma furono abbastanza per comprarsi una macchina, una nuova casa e dei terreni.

Il frammento di McKinney
Un frammento del meteorite (quello del signor McKinney) conservato al National Museum of Natural History (Washington DC)

Il caso di Ann Elizabeth Hodges non è l’unico noto di una persona colpita dalla caduta di un oggetto di provenienza extraterrestre, sebbene sia il primo ben documentato. Si registrano anche un frate francescano ucciso a Santa Maria della Pace, evento testimoniato da Manfredo Settala e riportato in un manoscritto pubblicato a Tortona nel 1677 e un ragazzo ugandese colpito alla testa da un piccolo frammento del meteorite Mbale nel 1992 (senza danni, dato che era stato frenato da un albero). Di recente un uomo in India che ha perso la vita per via di una frammento di asteroide.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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