Nel lontano 2013 le più note testate straniere diffusero una notizia stupefacente ed incredibile allo stesso tempo: Tom Wagg, uno studente di 15 anni originario di Newcastle-under-Lyme (a nord di Birmingham), stava svolgendo un periodo di tirocinio presso la Keele University, Staffordshire, quando decise di analizzare un archivio di dati relativi a potenziali pianeti: non solo ne ha scoperto uno nuovo ma ha stabilito il record di più giovane scopritore di pianeti. Pochi mesi fa, dopo gli opportuni controlli scientifici, è stato accertato che Tom ha scoperto un corpo celeste lontano mille anni luce, grande come Giove e a cui deve essere ancora dato un nome.

Tom Wagg
Tom Wagg durante l’intervista rilasciata alla BBC.

Il giovane studente, dopo aver selezionato i “papabili”, passò diverse notti a scandagliare il cielo, cercando di rilevare le minime variazioni di luce dovute ad eventuali pianeti in fase di passaggio di fronte ad una stella. “Al terzo giorno ho scoperto un potenziale pianeta, dopo che avevo già analizzato oltre mille diverse combinazioni di dati” – ha dichiarato Tom alla BBC – “sono estremamente entusiasta di avere un trovato un nuovo pianeta e sono molto colpito dal fatto che siamo in grado di trovarli così lontano”.

Tom Wagg
Tom Wagg posa davanti l’ingresso della Keele University.

 Il pianeta da lui scoperto è probabilmente molto simile al grande Giove ed orbita intorno a una stella nella costellazione meridionale di Hydra. La Keele University ha bandito un “concorso” sui social networks per cercare un nome al pianeta scoperto da Tom.

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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