Ricordo una sera le stelle di una bandiera.. | – è un verso di “Io vengo dalla Luna”, celebre brano del cantautore pugliese Michele Salvemini, in arte Caparezza.

Oggi però quelle stelle, simbolo della più grande impresa umana, potrebbero non esserci più: a rivelarlo è uno studio condotto dal ricercatore Paul Spudis sulla base delle osservazioni e fotografie realizzate dal Lunar Reconnaissance Orbiter che di recente ha analizzato i siti di atterraggio delle missioni Apollo. Dalle osservazioni è emerso che su sei bandiere piantate, almeno cinque sono ancora in piedi ma potrebbero essere completamente imbiancate, forse sono addirittura in condizioni peggiori di quelle che sono state ipotizzate: colpa dei raggi ultravioletti e delle temperature estreme.

Realizzate in rayon, una fibra trasparente ottenuta dalla cellulosa, dalla Annin Flagmakers, le bandiere lunari costarono alla NASA la sciocchezza di 5 dollari e 50 cents (oggi 32 dollari). Questo materiale però è molto delicato e già sulla Terra dimostrò di deteriorarsi molto rapidamente specie se esposte al Sole. Il motivo? La luce ultravioletta capace di degradare con facilità le fibre di rayon.

Apollo 17
Il sito dell’Apollo 17 immortalato dal Lunar Reconnaissance Orbiter. Credits: NASA | Lunar Reconnaissance Orbiter

Non una bella caratteristica se si considera che la nostra Luna non ha un’atmosfera che filtri, almeno in parte, l’ultravioletto e che ciascun emisfero è esposto ai raggi solari per circa due settimane dal momento che un giorno lunare dura quasi 28 giorni terrestri (ciascun lato pertanto è esposto per 14 giorni al Sole con temperature di 100°C, mentre per i 14 giorni restanti cala la notte con temperature di -150°C).

«L’alternanza di 14 giorni di sole e temperature di 100 gradi centigradi, con 14 giorni di “notte” e temperature di -150 °C deve aver già di per sé alterato le caratteristiche del tessuto delle bandiere. A ciò si aggiungono i raggi ultravioletti, che fanno sbiadire i colori. È abbastanza probabile che oggi le bandiere americane portate sulla Luna dalle missioni Apollo siano “biancastre” e in fase di disgregazione» – ha spiegato Paul Spudis.
Eugene Cernan Apollo 17
Eugene Cernan durante la missione Apollo 17, credits: NASA

Sapremo meglio in che condizioni stanno nel 2018, quando la missione ALINA, nata dalla collaborazione tra Audi, SpaceX e un team di scienziati, ci porterà ad una distanza di 2-3 km dal sito di allunaggio dell’Apollo 17: grazie al sopralluogo previsto potremo vedere ciò che resta del modulo lunare, del rover, degli strumenti, bandiera compresa.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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