Devesh Mistry
Devesh Mistry

La presbiopia, vale a dire il calo progressivo della vista, si presenta solitamente nei pazienti dopo i 45 anni di vita. Il cristallino dell’occhio si irrigidisce progressivamente limitando la capacità di mettere a fuoco gli oggetti da vicino, rendendo indispensabile l’uso di occhiali da lettura o di lenti a contatto.

Ma il ricercatore britannico Devesh Mistry (foto in alto), dell’Università di Leeds, sta lavorando ad soluzione che prevede l’impiego di cristalli liquidi, gli stessi utilizzati negli schermi di tv e smartphone, per creare una lente artificiale autoregolabile che sostituisca, mediante apposito intervento chirurgico, il cristallino danneggiato all’interno del bulbo oculare.

Lenti a cristalli liquidi
Lenti a cristalli liquidi

La particolarità di queste lenti a cristalli liquidi è che sono autofocus, in grado di mettere a fuoco da sole gli oggetti, grazie alle particolari proprietà del composto di base, che ha «una struttura ordinata come un solido cristallino, ma può anche scorrere come un liquido, rispondendo così agli stimoli» – spiega Devesh Mistry – «le lenti riuscirebbero a mettere a fuoco la pagina di un libro, lo schermo di un pc o le etichette degli ingredienti in automatico in base al movimento dei muscoli oculari».

Primo prototipo
Il primo prototipo delle lenti di Devesh Mistry

Il primo prototipo sarà pronto entro il 2018, ma il prodotto sarà disponibile sul mercato non prima del 2025. Il progetto ha ricevuto una borsa di studio dalla Royal Commission for the Exhibition of 1851 ed ora è in fase di perfezionamento.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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