Rohinni LightPaper, Close-up Engineering - Credits: Rohinni
Rohinni

LightPaper: è così che la Rohinni ha chiamato la sua idea. Un modo per “stampare la luce” su fogli e applicarla su qualsiasi superficie. Un modo per “creare la luce” grazie ai vantaggi della stampa 3D.

Allo stato attuale, LightPaper è prodotto miscelando minuscoli LED e inchiostro e stampando il tutto su uno strato conduttivo. L’oggetto viene poi inserito tra altri due strati e sigillati. I diodi –delle dimensioni di un globulo rosso- sono dispersi casualmente sul materiale. Quando la corrente li attraversa, si accendono.

L’interesse della Rohinni non è volto al settore televisivo. La società ha pensato di utilizzare la tecnologia in settori in cui il dispositivo può fare davvero la differenza: dall’illuminazione di un logo su uno smartphone ai fari di un’automobile. Alcune aziende starebbero già lavorando sulle implementazioni di LightPaper.

Il problema principale riscontrato nella prima versione del prodotto è stata la disposizione dei LED in fase di stampa. Infatti, attualmente, i LED non sono distribuiti in modo uniforme sulla superficie stampata. Ciò può portare a luccichii o a “effetto notte stellata”. Nick Smoot della Rohinni ha spiegato che per molte applicazioni questo fenomeno non ha importanza, ma la sfida sul posizionamento dei diodi resta importante. Nella seconda versione a cui la società sta lavorando, il problema dovrebbe essere risolto.

I consumatori dovrebbero iniziare a vedere Lightpaper intorno alla metà del 2015.

Header image credits: fastcolabs.com

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