‘The more I spent time on maths, the more excited I got’

Maryam Mirzakhani

Noi di Close-up Engineering non siamo soliti pubblicare coccodrilli ma, questa volta, faremo volentieri un eccezione per omaggiare una donna che ha vinto i pregiudizi con l’intelligenza: Maryam Mirzakhani, matematica di Stanford di origini iraniane, si è spenta ieri nel giorno del suo 40° compleanno, dopo aver coraggiosamente lottato contro un tumore alla mammella diagnosticatole quattro anni fa.

Fascino e intelligenza si mescolano nel viso di Maryam, nei suoi occhi orientali carichi di speranza, modestia, umiltà e coraggio. Il coraggio di chi, grazie alla sua determinazione e all’ottimo lavoro svolto, è riuscito ad abbattere i muri del pregiudizio diventando la prima donna al mondo ad essere insignita del più prestigioso riconoscimento per la matematica, la medaglia Fields.

MEGLIO DEL NOBEL

Vincere questo premio, istituito 81 anni fa dal matematico canadese John Charles Fields, non è affatto semplice e di gran lunga più difficile del vedersi assegnare un Nobel: assegnata ogni 4 anni (e non ogni anno come il Nobel)  in occasione del Congresso Internazionale dei Matematici della International Mathematical Union, può essere vinta da massimo 4 matematici per ogni edizione ed un premio rivolto esclusivamente ai “giovani” dal momento che può vincerlo solo chi ha meno di 40 anni di età, differentemente dal Nobel che può essere assegnato anche a fine carriera. La medaglia viene consegnata insieme ad un assegno da 15.000 dollari canadesi.

Medaglia Fields
Medaglia Fields, credits: Wikipedia

Sul fronte della medaglia, completamente in oro, è inciso il volto di Archimede con una sua nota citazione: “Transire suum pectus mundoque potori” (“Trascendere le limitazioni umane e padroneggiare l’universo”); sul retro invece è incisa la seguente iscrizione: “Congregati ex toto orbe mathematici ob scripta insignia tribuere” (“I matematici qui riuniti da ogni parte del mondo rendono omaggio all’eccellente lavoro”).

UNA PAGINA DI STORIA

Nata a Teheran nel 1977, Maryam ottenne un dottorato ad Harvard nel 2004 quando era già Professoressa associato a Princeton per diventare poi Professoressa all’Università di Stanford, dove dal 2008 viveva insieme al marito e alla figlia. Venne premiata per gli studi sulla «dinamica e la geometria delle superfici di Riemann, e i loro moduli spaces» in particolare sulla comprensione della simmetria di superfici curve, come sfere, superfici toroidali e di oggetti iperbolici: lavoro il suo che trova implicazioni per la fisica e la teoria quantistica dei campi.

La Mirzakhani però non è riuscita ad abbattere il cancro e si è spenta nella giornata di ieri: a comunicarlo è stato un parente che lo ha dichiarato alla Mehr News Agency“Una luce si è spenta oggi. Mi si spezza il cuore… se ne è andata troppo presto” – è il pensiero scritto su Instagram da Firouz Naderi, scienziato del NASA Jet Propulsion Laboratory. Una mente che mancherà certamente a tutti noi, addetti ai lavori e non, amanti della scienza; ma così come in vita Maryam è stata fonte di ispirazione, soprattutto per le giovani generazioni del suo paese, ora sta a noi ricordarla affinchè il suo esempio continui a motivare i ragazzi, gli unici fautori di un futuro migliore.
SHARE
Previous articleROBEX, i rover che si “allenano” sull’Etna
Next articleLa stella più piccola scoperta finora
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY