Progettato presso il polo tecnologico della Singapore Nanyang University, Nadine è il primo robot dotato di personalità che apprende grazie all’esperienza e risponde in modo autonomo con gli interlocutori.

È in grado di elaborare in maniera autonoma i suoi pensieri, riconoscere e rapportarsi alle persone e apprendere nuove espressioni per comunicare attraverso l’esperienza. Nadine è stata pensata come un vero e proprio compagno per il trattamento delle persone affette da disturbi mentali, come la demenza e l’autismo. La sua mimica facciale è straordinaria: sorride, saluta, stringe le mani, “prova emozioni” e ricorda le persone con cui ha già parlato e quello che le viene detto sulla base dei dialoghi precedenti. Intesse delle vere conversazioni. Dotata di pelle morbida e capelli castani, le sono state date le fattezze di Nadia Thalmann, l’ideatrice che l’ha progettata.

Nadine
Nadine (a sinistra) e la sua ideatrice Nadia Thalmann

Il robot è specializzato nell’accoglienza dei visitatori e fa parte della nuova generazione di automi socievoli che in futuro potranno diventare i nostri assistenti personali a casa o al lavoro. Potrebbe trovare impiego come segretaria o un’assistente per anziani. Sbaglia chi pensa che potrà diventare una baby-sitter: con i bambini la prudenza non è mai troppa.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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