A poche settimane dall’annuncio della scoperta di TRAPPIST-1, la NASA ha rilasciato i primi dati in merito raccolti dal telescopio Kepler 2.

Pochi pixel che mostrano i livelli di luce catturati dallo strumento che ha osservato il sistema di TRAPPIST-1 per un’ora. In questa sequenza i pianeti non sono visibili, perché anche se fossero transitati davanti la loro stella madre, la variazione luminosa sarebbe stata decisamente bassa per essere registrata.

Dati che ispirano la ricerca

Anche se per qualcuno possono sembrare poco irrilevanti se non quasi inutili, sono in realtà utilissimi per i ricercatori:

“Gli scienziati e gli appassionati di tutto il mondo possono imparare molto da questo sistema di pianeti simili alla nostra Terra. Fornire i dati grezzi di K2 nel minor tempo possibile è una priorità per dare un primo sguardo al sistema scoperto e poter meglio definire i piani della ricerca. Siamo entusiasti di condividere questi dati anche con il pubblico, così da poter recepire tutti gli aiuti possibili, anche dall’esterno”. – ha dichiarato Geert Barentsen, ricercatore presso NASA Ames Research Center.

Altri dati più consistenti arriveranno a maggio.

TRAPPIST-1
La prima foto di TRAPPIST-1 rilasciata dalla NASA. Credits: NASA Ames / G. Barentsen
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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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