NASA annuncia la scoperta di un sistema solare: tre pianeti nella zona abitabile

Il sistema planetario in questione si trova a meno di 40 anni luce da noi, quello di TRAPPIST-1, una nana rossa che si trova nella costellazione dell’Acquario: sette pianeti simili al nostro e ben tre di essi risultano nella “zona abitabile”, quella regione intorno ad una stella ove è teoricamente possibile – per un pianeta – mantenere acqua liquida sulla sua superficie, l’ingrediente fondamentale per lo sviluppo di una forma di vita.

Non è di certo la prima volta che vengono individuati sistemi extrasolari, ma in cosa differisce questa scoperta dalle altre?

Principalmente il numero di pianeti simili alla Terra (ben 7, quando solitamente in sistemi simili se ne riscontravano un paio) e, dulcis in fundo, il maggior numero di pianeti nella zona abitabile (tre, quando solitamente se ne trova solo uno). La ricerca, condotta da un team internazionale, è stata pubblicata online su Nature.

Cos’è TRAPPIST-1?

Una nana rossa, una stella “fredda”: la temperatura superficiale infatti è di circa 2400 °C, meno della metà di quella del nostro Sole. Il nome di questa stella deriva dal TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope south (TRAPPIST-south), il telescopio dell’Osservatorio di La Silla sulle Ande che l’ha scoperta.

Sole - TRAPPIST-1
Un confronto tra il nostro Sole (sinistra) e la nana rossa Trappist-1 (destra). Credits: ESO/O. Furtak

Dai dati emerge che i tre pianeti nella zona abitabile (e, f, g) sarebbero dunque ad una distanza sufficiente a permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie. Quelli più interni sarebbero infatti troppo caldi, mentre quello più lontano, TRAPPIST-1h potrebbe essere troppo distante e quindi avere una superficie decisamente ghiacciata.
TRAPPIST-1 Solar System

Una comparazione tra i pianeti del sistema solare di TRAPPIST-1 (in alto) e i tre pianeti terrestri del nostro sistema solare. Credits: NASA/R. Hurt/T. PyleSeguiranno aggiornamenti. È in corso adesso una conferenza stampa della NASA.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

2 COMMENTS

  1. Scoperte entusiasmanti, impensabili fino a pochi anni fa, ma che ora appaiono solo il primo passo verso una conoscenza molto più profonda dello spazio: a breve il telescopio James Webb aprirà una nuova era! Sono già sulle spine!

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