Sono le 13,49’57”, ora italiana, quando New Horizons ha raggiunto finalmente la sua meta. 12.500 km la separano dalla superficie di Plutone. Più veloce di una pallottola, il transito è avvenuto alla notevole velocità di 13,78 km/s, pari a 49.600 km all’ora rispetto alla velocità di rotazione dello Plutone stesso, e 52.270 km/h rispetto alla rotazione Sole. Questa sera, alle 2:53 (ora italiana) è prevista la chiamata a casa: il segnale della sonda, distante 4,77 miliardi di km dalla Terra, impiega 4 ore 25 minuti e 37 secondi per raggiungere il nostro pianeta, e di altrettanto tempo necessitano le risposte dalla base terrestre.

I sistemi sono concentratissimi nel catturare le immagini ravvicinate di Plutone così gli scienziati, già alla partenza, avevano stabilito che non sarebbero state inviate subito per non interrompere la raccolta di dati. Per comunicare con noi infatti, l’antenna di New Horizons deve essere rivolta verso il nostro pianeta e questo impedisce agli strumenti di bordo di raccogliere informazioni. Le prime immagini raggiungeranno la Terra intorno alle 16 (ora italiana) del 15 luglio (quella che vedete in alto è stata scattata lo scorso mese). Le migliori saranno prima memorizzate dal computer di bordo e poi inviate in un periodo di 18-24 mesi.

Prima del sorvolo, New Horizons è stata posta in stand-by  informativo per consentire di scandagliare Plutone e il suo sistema di cinque satelliti secondo un programma accurato. Alle 14,51 (ora italiana) New Horizons transita nel cono d’ombra di Plutone, che consentirà di ottenere altri importanti dati come il calcolo della circonferenza equatoriale: questo metodo piuttosto originale consiste di calcolare il diametro del corpo celeste grazie alla durata del silenzio radio durante il passaggio nel lato oscuro. Alle 16,18 ha attraversato il cono d’ombra di Caronte.

Google Doodle
google.it

L’evento, come previsto, è stato seguitissimo sui social specie durante la diretta streaming della Nasa, quando la sonda ha iniziato il fly-by, a cui Google ha dedicato uno dei suoi Doodle. Momenti di commozione al ricordo di Clyde Tombaugh, l’astronomo che scoprì Plutone nel 1930. All’interno di New Horizons infatti sono conservate alcune parti delle sue ceneri. Continueremo a seguire e ad aggiornarvi su questa storica vicenda.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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