In un mondo in cui l’innovazione corre spedita, gran parte del nostro territorio rimane indietro. Sono all’ordine del giorno notizie di grandi menti italiane che cercano rifugio all’estero per poter sviluppare la propria idea che, quando si rivela interessante, lascia il nostro paese con un pugno di mosche in mano. Per non parlare poi della Puglia e più in generale del Sud Italia dove, dati alla mano, sono pochi se non assenti gli incubatori ufficiali delle Università pubbliche. Il problema alla fine è chiaro da tempo: sviluppare un’idea in Italia è molto difficile, e i motivi sono tantissimi. Ovviamente non è impossibile farlo, ma paragonato a quasi tutte le altre grandi nazioni del mondo, il nostro programma di sviluppo di impresa fa molta fatica. Ecco perché dei ragazzi pugliesi stanno cercando di smuovere il settore da un torpore ingiustificato e si sono rimboccati le maniche per creare una bella ed interessante realtà dal nome Nido Net, un’associazione no profit che sorge a Barletta. Ho voluto incontrare due esponenti del team, Elio Palumbieri e Michele Lasala, che mi hanno parlato del loro progetto.

Iniziamo con la domanda più importante. Che cosa è NidoNet?

Detto con una definizione rigorosa, NidoNet è un incubatore di idee progettuali per network di imprese; ma dietro questa definizione c’è da dire molto altro, facendo prima di tutto alcune premesse. Il nostro territorio, ovvero quello pugliese, è formato per la stragrande maggioranza da piccole-medie imprese. Sono proprio queste piccole aziende che hanno bisogno di un rilancio ma soprattutto di un metodo per innovare, poiché il più delle volte non hanno effettivamente i mezzi a disposizione per farlo, come ad esempio hanno le tante start up in giro per il mondo; se non hanno i mezzi queste aziende non riescono ad innovarsi e se loro non rinnovano allora il nostro territorio rimane fermo, perché sono proprio queste piccole imprese, spesso a conduzione familiare, la colonna portante della nostra economia. Ci siamo resi conto di un grande problema, ovvero che molto spesso l’innovazione e i suoi termini sono esageratamente complicati, magari semplici per chi è del settore, ma complicati per le nostre piccole aziende: l’innovazione parla una lingua completamente nuova, a passo con i tempi, che per la grande maggioranza degli imprenditori pugliesi è a volte difficile da comprendere. Dobbiamo metterci nei loro panni, ed è proprio qui che nasce la nostra associazione: Nido Net vuole rendere l’innovazione popolare, semplice, alla portata di tutti. Questo non può che avere grandi vantaggi per le nostre imprese, poiché l’imprenditore grazie al nostro aiuto comprende il nuovo mondo dell’innovazione e si adatta di conseguenza, favorendo l’economia del nostro territorio. Il laboratorio di Nido Net quindi nasce per questo: creare opportunità nel mondo dell’innovazione tramite gestione e creazione di network di contatti, organizzazione e gestione di piani di accrescimento del valore del brand personalizzati, aggregazione d’imprese, partecipazione a bandi e progettualità europea.

Intervista Nido Net
Pagina Facebook Nidonet

E qui arriviamo al concetto di Innovation Bar, un’idea che ho trovato davvero interessante. Che cosa è e da dove avete preso spunto?

L’Innovation Bar è proprio il tramite grazie al quale riusciamo a creare queste opportunità. Si tratta di diversi eventi durante l’anno in cui l’innovazione incontra sia il consumatore che l’imprenditore, in maniera semplice ed informale, con un aperitivo gratuito, musica live e dj set ma soprattutto interventi sul mondo dell’innovazione. Ci piace dire di aver creato la Pop-Innovation, ovvero quella innovazione popolare e semplice che permette alla gente di comprendere, semplificando non l’idea ma l’esperienza innovativa. Per esempio ultimamente si parla molti di droni, ma quanti sanno effettivamente che cosa è, come funziona e dove viene utilizzato? Allora noi durante l’Innovation Bar attraverso un intervento di esperti spieghiamo cosa è un drone, ma poi soprattutto lo facciamo volare e provare a tutti gli ospiti con la realtà virtuale: non andiamo avanti per concetti, ma per esperienze.

Il format di questi incontri è il punto cardine del nostro pensiero, che possiamo dire di aver studiato con cura grazie alle nostre conoscenze, e rappresenta proprio la nostra metodologia per aiutare le piccole medie imprese del nostro territorio ad innovare. L’Innovation Bar è ispirato alla radio, abbiamo preso spunto dalle sue tempistiche e dalle sue dinamiche. Ci sono in generale tre o quattro relatori, ogni relatore ha a disposizione un intervento da 9 minuti che viene suddiviso in tre parti da 3 minuti ciascuno, intervallato da alcuni minuti di musica e dall’aperitivo gratuito. Lo scopo di tutto ciò è quello di mantenere alta l’attenzione rendendo il pubblico partecipe ed attivo, con l’aiuto del relatore che parla di innovazione in maniera informale e a volte anche simpatica, un po’ come accade nel TED, da cui abbiamo preso spunto. Questo intervallarsi di parlato e musica è fondamentale per il taglio che vogliamo dare a questo format, perché vogliamo che si crei una contaminazione di idee, vogliamo che la gente parli e chiacchieri su quello che hanno appena sentito. Vogliamo cercare di abbattere il concetto classico di conferenza dove la gente ascolta seduta con passività e non interagisce, intervenendo magari solo alla fine: all’interno dei nostri incontri la gente è in piedi e discute in maniera continua di quello che si dice di volta in volta. Alla conclusione degli interventi di tutti i relatori c’è un ultimo intervento da 4 minuti che definiamo “extra” e che serve per creare un ponte con l’argomento dell’appuntamento futuro. Inoltre ci sono due dj set, uno di 30 minuti all’inizio che permettere alla gente di presentarsi e di fare gruppo, e uno di 45 minuti alla fine dell’evento, con lo scopo di continuare la contaminazione. Questa è la nostra maniera di rendere semplice l’innovazione, rendendola accessibile a tutti senza barriere.

Intervista Nido Net
Un bambino che si interessa ad un stampante 3D durante un precedente Innovation Bar. Questo è lo scopo di Nido Net.
Fonte: Pagina Facebook Nidonet

Il prossimo Innovation Bar si terrà domenica 24 luglio a Barletta. Quale sarà il tema principale di questo appuntamento?

Questo sarà il terzo Innovation Bar dell’anno, e durante questo appuntamento parleremo di innovazione nel mondo dello sport, di come può la tecnologia monitorare e aumentare le performance. Saremo in una location di eccezione sul lungomare di Barletta durante gli Sport Summer Day, tra una partita di beach volley e di basket ci saremo noi che parleremo di innovazione proprio nello sport. Ci saranno quattro interessanti interventi su come l’innovazione si sposa con il mondo dello sport.

L’intervento di apertura sarà di Elisa Dagnello, laureata in Scienza Motorie, che con il suo intervento “Sport e Innovazione: binomio vincente” darà un quadro generale dell’innovazione nel mondo dello sport, parlando sia degli aspetti positivi ma anche di quelli negativi di alcune nuove tecnologie, come ad esempio il doping tecnologico. Il secondo intervento sarà di Romeo Tuosto, responsabile politiche sulla disabilità per la CGIL BT, che parlerà di come la tecnologia possa aiutare i disabili nello sport, tema molto importante. Il terzo intervento sarà di Paolo Raineri, ideatore e CEO di MYagonism, startup italiana selezionata al MIT di Boston, il quale ha inventato un software e un hardware per monitorare le performance nel basket, e viene attualmente utilizzato in NBA. Il quarto intervento sarà di Lorenza De Giorgi, pilotessa di droni e fondatrice di “Visione Drone”, che ci parlerà di droni e della Drone Racing, che da molti viene definito lo sport del futuro, e ci sarà la possibilità di assistere ad una vera e propria gara. Infine ci sarà l’intervento extra a cura di Marcella Loporchio, crowdfunding specialist, per parlare del tema del prossimo Innovation Bar, ovvero il crowdfunding, e di rapportarlo al tema dello sport.

Il vostro viaggio dura da quasi due anni. Vi ritenete soddisfatti di quello che state facendo?

Dobbiamo dire di , il riscontro del pubblico al momento è forte e forse anche un po’ inaspettato, visto che quello di domenica sarà solamente il terzo appuntamento dell’anno. Ci saremmo però aspettati qualche supporto in più dalle pubbliche amministrazioni, non di tipo economico, perché non è quello che cerchiamo essendo un’associazione no profit, ma per lo meno dal punto di vista di interessamento e sponsorizzazione delle nostre idee. Ma purtroppo la realtà italiana e pugliese la conosciamo, ma questo non fa altro che stimolarci, ponendoci come obiettivo proprio quello di affermare che l’innovazione semplice è possibile anche nel nostro territorio. La forza della nostra associazione è proprio il nostro team eterogeneo, composto da giuristi, architetti, marketer, avvocati, studenti, tutti uniti dalla passione di voler fare innovazione: ognuno di noi mette a disposizione le proprie skills per creare questa struttura stabile sul territorio. Per molti di noi questa è una scommessa, alcuni di noi sono tornati apposta in Puglia per questa associazione, abbiamo deciso di investire davvero nel nostro territorio, perché ne siamo innamorati e siamo convinti delle sue enormi potenzialità.

Un progetto affascinante che noi di CloseUp seguiremo con attenzione, appuntamento al prossimo Innovation Bar!

Un saluto a voi di CloseUp Engineering e un enorme ringraziamento per averci concesso questa intervista!

 

Facebook: Nido Net

 

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