La Xerox, una delle più grandi aziende produttrici di stampanti e fotocopiatrici, ha lanciato due nuove etichette elettroniche stampate, conosciute anche con il termine “Printed Memory”: pensate per raccogliere e immagazzinare dati, con soluzioni economicamente sostenibili e informazioni relative all’autenticità e condizioni dei prodotti cui sono associate.

Sono state presentate lo scorso settembre a Pharma Expo, l’esposizione internazionale dedicata all’evoluzione dei processi e del packaging in ambito farmaceutico, tenutasi a Las Vegas. La prima etichetta ha una capacità di 36 bit di memoria riscrivibile, per un massimo di 68 miliardi di punti di accesso ai dati, che consentono di monitorare lo stato della gestione durante l’intero processo distributivo. L’etichetta Xerox è dotata di tecnologia Cryptographic Security che consente, a sua volta, di accedere alla memoria grazie a un codice crittografato univoco e stampato che, sviluppato presso i laboratori della divisione di ricerca PARC di Xerox, può essere letto solo dal personale autorizzato attraverso un apposito lettore che si interfaccia con un’applicazione per smartphone sicura e controllata. Una soluzione ideale per le implementazioni che vanno dal monitoraggio al controllo della sicurezza dei prodotti farmaceutici, ma anche per la protezione di tasse e imposte di bollo per le agenzie governative.

È stata proprio questa tecnologia a scaturire la proposta di una soluzione anti-contraffazione tra le più sicure del mercato per assicurare l’integrità del prodotto dal momento in cui lascia lo stabilimento di produzione fino a quando raggiunge il consumatore offrendo un metodo sicuro ed economicamente vantaggioso di autenticazione e verifica delle informazioni che riguardano il prodotto, sia in fase di distribuzione sia di utilizzo.

“In questo modo è possibile garantire l’integrità di un prodotto dal momento in cui lascia la fabbrica fino alla consegna nelle mani di un cliente”, ha dichiarato Steve Simpson, vice presidente responsabile di Xerox – Printed Memory. “Sono economiche, efficienti e rappresentano un metodo altamente sicuro di autenticazione e verifica delle informazioni su un prodotto che si muove attraverso vari canali di distribuzione.”

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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