Si chiama ReFlex (da non confondere con la nota fotocamera) ed è il primo prototipo di smartphone flessibile realizzato dalla Queens University. L’idea dei ricercatori è quella di abbinare ad un display pieghevole anche una serie di sensori di movimento così da realizzare un dispositivo dai molteplici usi. Un esempio è quello di sfogliare le pagine di un libro con un gesto simile a quello vero: un tentativo di riavvicinare i lettori agli e-book. ReFlex ha uno schermo da 6 pollici (1280×720 pixel) prodotto da LG Display con sistema operativo Android.

ReFlex
ReFlex, lo smartphone flessibile della Queens University

 

ReFlex sfrutta un feedback tattile che consente di percepire le manipolazioni dello schermo, restituendo ad esempio la sensazione di sfogliare un libro cartaceo. Per i ricercatori della Queens non sarà pronto prima di 5 anni, a meno che i colossi della telefonia mobile non riescano prima nell’impresa.

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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