Roadscan Pro e Safety Truck: i Tir a servizio della sicurezza stradale

Roadscan Pro e Safety Truck renderanno i Tir paladini della sicurezza stradale: sarà infatti possibile sorpassarli in piena sicurezza senza correre rischi

0
323

La nuova frontiera della sicurezza stradale ha come paladino il Tir, proprio quel bestione mangia-asfalto che molto spesso era causa di tragici incidenti stradali. Il primo progetto pilota che lo coinvolte, iniziato nel 2014, è quello siglato tra Fondazione ANIA e Gruppo Federtrasporti allo scopo di prevenire incidenti e truffe assicurative installando, su 2.000 veicoli, una telecamera dotata di accelerometro e localizzatore Gps, che registra tutti i dati necessari per la ricostruzione oggettiva di un sinistro stradale.

Si tratta della Roadscan Pro che viene montata sul parabrezza del veicolo per riprendere l’area antistante dello stesso. Un accelerometro rileva gli scostamenti di velocità lungo i tre assi (quindi anche sobbalzi o scostamenti laterali), mentre il GPS localizza la posizione del veicolo, la data e l’ora. La registrazione avviene automaticamente quando il sistema rileva una variazione di accelerazione superiore a uno dei valori limite impostati e memorizza sia il periodo precedente che quello successivo a tale variazione: in tal modo, se questa coincide con un sinistro potrà essere utilizzata. Roadscan Pro archivia in una memoria interna fino a 60 registrazioni, che vengono sovrascritte al raggiungimento del limite, conservandone quelle considerate di maggiore gravità. Il trasferimento delle informazioni dal sistema al PC avviene tramite una semplice scheda SD o rete wi-fi. Questo impianto produce inoltre maggiore attenzione da parte dell’autista e crea un effetto deterrente all’attuazione di comportamenti di guida sbagliati rispettandone la privacy in quanto l’interno dell’abitacolo non è soggetto a riprese.

Con tale iniziativa, prima nel suo genere in Europa, si spera di ottenere una notevole riduzione della frequenza dei sinistri che, per i mezzi pesanti, è ancora elevata: 33% fino allo scorso anno. Un test del genere è già stato effettuato sui bus urbani in alcune città e i risultati sono stati incoraggianti.

Nel frattempo al progetto si è interessata anche la Samsung con la Safety Truck Cam il cui scopo è quello di fornire maggiore visibilità agli automobilisti grazie al retro dei tir che ne proiettano così la visuale anteriore a chi si trova dietro permettendo i sorpassi con più sicurezza.

Safety Truck Cam è una videocamera wireless ad alta definizione adagiata sul paraurti, che trasmette a un mosaico composto da quattro display specifici per outdoor piazzati sul portellone posteriore. Anche in questo caso si tratta del primo see-through truck al mondo, e permette agli automobilisti che seguono il veicolo di avere un’idea più precisa sul traffico in arrivo, pianificando il sorpasso senza correre rischi. Un’idea semplice, così banale che nessuno ci aveva pensato prima. Tuttavia funziona, e Samsung ci sta credendo al punto da richiedere tutte le autorizzazioni legali per equipaggiare ufficialmente la propria flotta di autotreni con questo equipaggiamento.

Roadscan Pro e Safety Truck hanno tuttavia il costo resta per ora molto elevato, sconveniente per chiunque non sia uno dei più grossi produttori di display al mondo – specialmente perché non porta alcun beneficio o ritorno economico. Se però si crede nel valore della vita, salvarne una renderà incredibilmente ricchi.

SHARE
Previous articleE’ made in Italy la prima comunicazione quantistica via satellite
Next articleHolotower: un ologramma tridimensionale informa i viaggiatori in arrivo a Linate
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY