A rompere il silenzio c’è il soffio del vento nel microfono della videocamera; leggere folate alzano della polvere dal terreno mentre le silenziose ruote in titanio avanzano spostando un piccolo rover bianco sullo scuro terreno lavico.

Sembra una scena del noto film di fantascienza “The Martian – Sopravvissuto” ma il tutto si svolge alle pendici dell’Etna, il vulcano più alto e attivo d’Europa. Si tratta di ROBEX (Robotic Exploration of Extreme Environments) un esperimento per testare una vasta gamma di rover, sviluppati dal privato tedesco RIC (Robotics Innovation Center), tutti destinati all’esplorazione di ambienti dalle condizioni estreme come la Luna, Marte o i fondali marini del nostro pianeta.

NON SOLO SPAZIO

«Sull’Etna abbiamo simulato una futura missione spaziale, con atterraggio sulla Luna o addirittura su Marte, con un gran numero di strumenti scientifici» – ha detto a Catania Today Boris Behncke (Istituto nazionale di vulcanologia di Catania). Un robot in grado di lavorare efficacemente sull’Etna potrebbe aiutarci a comprendere meglio quel vulcano e molti altri luoghi per noi pericolosi, qui sulla Terra e fuori dal nostro pianeta.

I MODELLI

Ciascun modello prodotto dal Robotics Innovation Center è stato progettato per far fronte a particolari condizioni del terreno e svolgere così mansioni specifiche:

Asimov (nel video) è il classico rover da sempre sviluppato per l’esplorazione di un terreno extraterrestre.

Mobile Payload Element (MPE) è un piccolo veicolo autonomo e innovativo del peso di appena 10 kg il suo compito consiste nel raccogliere campioni dell’ambiente in prossimità del sito di atterraggio.

SPACE Climber, unico nel suo genere, dimostrerà che i rover costituiti da “gambe” saranno una valida soluzione per esplorare aree irregolari, ricche di crateri, rocce e fessure che rendono impossibile l’esplorazione ai rover tradizionali.

ASGUARD III è un sistema costituito da 4 ruote concave, pensate per arginare salite e pendii composti da sassi accatastati.

JUSTIN che altro non è che la versione tedesca di Robonaut.

Crawler DLR un gruppo di micro-robot (piccoli rover e droni volanti) che operando insieme (tra terra e cielo) si occuperanno di ritrovare i robot principali qualora il centro di controllo dovesse perderli di vista.

DLR Laboratory Testbed PEL un laboratorio di analisi costituito da un contenitore per terreno da interno con sistemi di misurazione specifici ad alta precisione.

Potete osservare la gallery completa sul (sito ufficiale). Seguiranno aggiornamenti.

SHARE
Previous articleLa sesta estinzione di massa?
Next articleMaryam Mirzakhani, la donna che sconfisse i pregiudizi con la matematica
Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

LEAVE A REPLY