Rosetta: ipotizzata correlazione fra vento solare e origine della vita

Rosetta fa luce sull'origine della vita: i processi chimici delle molecole complesse, grazie al vento solare primordiale, potrebbero aver favorito la vita

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Solar Wind
PH: esa.int/ESA

Rosetta, la sonda dell’Esa giunta alla volta della cometa 67P/Churyumov­Gerasimenko, sta svolgendo un’altra importante ricerca che si aggiunge alle altre nell’ambito del conoscere l’origine della vita nell’universo. Si tratta dello studio dell’interazione tra la cometa e il vento solareQuest’ultimo, costituito dal flusso ininterrotto di particelle elettricamente cariche che dal Sole si diffonde nel Sistema Solare, è capace di creare un proprio campo magnetico. 67P, come tutti i corpi celesti, si imbatte nel vento solare che ha un ruolo fondamentale nella formazione della coda della cometa costituita prevalentemente da ioni, atomi con un elettrone in più o in meno.

I risultati hanno permesso al ricercatore Hans Nilsson, dell’Istituto svedese per la Fisica e lo Spazio, di studiare l’evoluzione del numero di ioni di acqua che si sono formati dalla cometa così da comprendere la formazione della coda. L’acqua è sublimata (passaggio da stato solido a gassoso) dalla superficie del nucleo a causa del calore del Sole. Raggiunto lo stato gassosa attorno al nucleo forma così la chioma della cometa: interagendo poi con la luce ultravioletta del Sole, le molecole di acqua vengono trasformate in ioni che, asportati dal vento solare, ne seguono l’andamento formando così la coda. L’interazione con il Sole è notevole: basti pensare che quando la cometa si trovava a 3,6 Unità Astronomiche da esso, vale a dire 538 milioni di chilometri, gli ioni di acqua subivano un’accelerazione 10.000 volte inferiore a quando la cometa è arrivata a 2 UA (circa 300 milioni di km) dalla nostra stella.

Da questo processo però non tutti gli ioni vengono allontanati dalla cometa, ed ha origine così un fenomeno chiamato “Sputtering“. Alcuni ioni impattano di nuovo sulla superficie della cometa e quando ciò avviene colpiscono atomi di materiale superficiale, che viene “liberato” nello spazio. Questo evento è la probabile causa della formazione delle code di sodio osservate per altre comete. Peter Wurz, ricercatore dell’università di Berna, ha osservato staccarsi da 67P, la cometa che studia Rosetta, i seguenti materiali: sodio, potassio, silicio e calcio.
Elementi piuttosto rari e tipici di meteoriti chiamati condriti carbonacee.

Rosetta ha accertato che la quantità di materiale che lascia la superficie di 67P forma un “involucro protettivo” che impedisce al vento solare di colpirla direttamente, deviandolo di quasi 45° rispetto alla direzione di provenienza. Sebbene questo genere di ricerca sembri all’apparenza non avere alcuna correlazione con l’origine della vita, l’Esa spiega in un comunicato perché invece può avere rilevanza per capire quali fattori abbiano favorito la nascita di esseri viventi:

“I complessi processi a cui prendono parte queste molecole, i cui elementi potrebbero essere gli ingredienti principali per la nascita della vita, la variazione giornaliera della temperatura e la valutazione delle proprietà della superficie e della struttura interna della cometa sono solo alcuni dei risultati più esaltanti derivati dall’analisi scientifica dei dati inviati da Philae, il lander della sonda Rosetta lo scorso novembre. Ci sono tracce importanti delle materie prime presenti nei primi anni di formazione del sistema solare. L’esistenza di molecole complesse in una cometa, investita dal vento solare del periodo primordiale, potrebbe significare che i processi chimici in atto durante quel periodo potrebbero aver giocato un ruolo chiave favorendo la formazione di materiale prebiotico.”

 

 

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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