Cosa c’è di male in un po’ di sana competizione? È quello che devono aver pensato i creatori dell’ultimo spot della Samsung; protagonista un ragazzo che, nel corso degli ultimi dieci anni, ha vissuto situazioni di disagio con i suoi smartphone melati, contrariamente ai suoi amici e partner, clienti Samsung.

Lo spot, che dura un minuto, si intitola “Growing up” (Crescendo), è semplice ed incisivo, privo di messaggi testuali diretti e con un tema musicale che alleggerisce il clima puntando così sull’ironia del confronto; la clip ripercorre le tappe di un cliente Apple (di fantasia) dal suo primo acquisto (nel 2007) ad oggi fino a quando, avendone abbastanza, decide di passare a Samsung proprio nel giorno d’uscita dell’iPhone X, acquistando un Galaxy Note 8.

Uno spot corretto…

Lo spot di Samsung è decisamente corretto perché dei modelli, confrontati di volta in volta, non si discutono le caratteristiche tecniche ma la semplice e indiscutibile esperienza dei consumatori nella vita di tutti i giorni dove anche il dispositivo più prestante può creare disagio in determinate situazioni: poca memoria non espandibile, nessun pennino incluso, niente jack audio, zero impermeabilità all’acqua e nessuna ricarica wireless (anche se le ultime due funzioni elencate sono state implementate negli ultimi modelli iPhone).

…ma con un colpo basso!

Lo spot si conclude con un piccolo colpo basso: il protagonista, passeggiando, incrocia una fila di acquirenti in coda davanti un Apple Store, in attesa del nuovo iPhone X, uno dei quali sfoggia un’attaccatura dei capelli piuttosto bizzarra, probabilmente unafrecciatina al sistema end to end“. L’azienda coreana, tuttavia, ha dichiarato che si tratta di un messaggio di auguri, “a modo suo”, per i dieci anni di iPhone: il video, molto apprezzato sul web proprio per la sua leggera ironia, è finito tra i filmati più popolari di YouTube in soli due giorni.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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