Le sonde Voyager fanno parte di un programma scientifico statunitense volto all’esplorazione del sistema solare esterno ed iniziato durante gli anni 70’.
Il loro viaggio ha fornito una quantità enorme di informazioni sui giganti gassosi ed in particolar modo sui satelliti galileiani: Europa, Ganimede, Callisto ed Io che hanno mostrato curiose peculiarità.
Ciascuna sonda ha impiegato tre giorni per attraversare il “mini” sistema planetario partendo dall’orbita di Callisto (il satellite più lontano), fino ad arrivare al punto di massimo avvicinamento a Giove.
Analizziamoli più attentamente:

IO

Satellite Io
Rappresentazione artistica del satellite Io.
Credit: Astropolis.fr

 

Io è un satellite poco più grande della nostra Luna, di un colore rossastro e coperto da chiazze circolari di colore giallo, bianco e nero. Queste chiazze non rappresentano dei crateri d’impatto come quelli che caratterizzano Marte o il nostro satellite, quindi la loro assenza può essere ricondotta all’esistenza di un processo di ricostruzione e rigenerazione della sua superficie, che pertanto risulta essere molto giovane.
La sua densità è di circa 3,5 grammi per centimetro cubo, questo sta a significare che la sua superficie è composta per lo più di rocce e non di ghiaccio come si pensava!
La strabiliante particolarità di Io è la sua intensa attività vulcanica, osservata casualmente durante un processo di modifica delle immagini, volto all’osservazione di stelle lontane alle spalle del satellite stesso, che mostrò dei “pennacchi” appena al di sopra di depressioni scure del suolo.
Io dunque è un “pianeta” vulcanicamente iper-attivo e questo è dovuto all’intensa attrazione gravitazionale di Giove che scalda e fonde il suo interno; la sua geologia cambia con la stessa rapidità con cui sul nostro pianeta cambia il tempo!

EUROPA

Satellite Europa
Rappresentazione artistica del satellite Europa.
Credit: S.A.R.De. – Altervista.

Europa è grande quasi quanto un terzo della Luna, la sua superficie è molto regolare tanto che la differenza di quota tra le montagne e le valli è di appena 10/15 metri. Anch’esso mostra una quasi totale assenza di crateri da impatto e ciò suggerisce, anche in questo caso, la presenza di un qualche processo di rigenerazione della superficie.
Il suolo di Europa è uno dei più giovani dell’intero Sistema Solare, esso è estremamente piatto e simile ad una lastra ricoperta di spaccature.
Il sorvolo effettuato nel 95’ dalla sonda Galileo, che ha effettuato 35 rivoluzioni intorno al satellite, ha portato alla scoperta della grande conducibilità elettrica del sottosuolo, prova indiretta della presenza di un profondo oceano salato sotto la crosta ghiacciata, molto simile ai mari della Terra.
L’ipotesi che Europa possa ospitare il più grande oceano del Sistema Solare, permette al satellite di effettuare un grosso balzo tra i corpi celesti che verranno esplorati nei prossimi decenni per la ricerca di organismi viventi.

GANIMEDE

Satellite Ganimede
Rappresentazione artistica del satellite Ganimede.
Credit: Globo Channel

Ganimede è il satellite più grande del Sistema Solare, (più grande addirittura di Mercurio), la sua superficie è caratterizzata da numerosi crateri d’impatto preservati su una lastra di ghiaccio, che per certi versi lo rende simile ad Europa.
Nel suo sottosuolo è stata rilevata un’intensa conducibilità elettrica, anche in questo caso forse prova indiretta della presenza di un immenso oceano salato.
Ganimede inoltre è l’unico satellite del Sistema Solare a possedere un campo magnetico.

CALLISTO

Satellite Callisto
Rappresentazione artistica del satellite Callisto.
Credit: The Hell Dragon

La superficie di Callisto è puntellata di crateri e la sua vicinanza con le altre lune ci permette di rafforzare l’ipotesi che su Europa ed Io ci siano dei processi che rigenerano la superficie.
La mancanza di calore interno rende questo satellite molto passivo, anche se studi geologici successivi alle missioni Voyager hanno reso concreta l’ipotesi della presenza di un sottile strato di acqua.
La caratteristica principale di questo satellite è la presenza di un cratere d’impatto dalle enormi dimensioni, chiamato Valhalla e largo oltre 3000 chilometri.

MISSIONI FUTURE

I sorvoli di entrambe le Voyager, e successivamente della sonda Galielo, ci hanno permesso di entrare in contatto con mondi misteriosi e stupefacenti che hanno dato vita ad una nuova Era dell’esplorazione spaziale, volta alla ricerca di organismi viventi nelle “immediate vicinanze” della Terra.
La Jupiter Europa Orbiter è una sonda il cui lancio è previsto nel 2020, essa fa parte di una missione congiunta tra Nasa ed Esa e sarà utilizzata per un nuovo studio delle lune di Giove.
L’obiettivo principale della missione sarà quello di ottenere la conferma o la smentita della presenza di un oceano al di sotto della superficie di Europa, attorno alla quale JEO entrerà in orbita nel 2028.

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