Scoperta in Abruzzo la più grande impronta di dinosauro bipede italiano sul Monte Cagno, in provincia dell’Aquila. Misura 135 centimetri di lunghezza ed ha un’età di 120 milioni di anni: un’epoca in cui l’ambiente in questione era decisamente simile alle località tropicali (paragonabile alle Bahamas).

La storia

Localizzate per caso nel lontano 2006 dal ricercatore Fabio Speranza dell’INGV, le impronte si trovano a 1.900 metri d’altezza in una zona inaccessibile. Sono state fotografate di recente grazie all’aiuto dei droni. Probabilmente l’antico bipede doveva camminare da solo anche se altre impronte nei paraggi lasciano supporre che potesse essere in compagnia di altri esemplari.

«Arrivare al risultato non è stato facile perché il luogo è impervio a oltre 1.900 metri d’altezza e privo di neve solo nella stagione estiva» – ha raccontato Speranza.

«Il dinosauro apparteneva al gruppo dei teropodi, ritenuti mangiatori di carne, anche se in realtà la loro dieta dipendeva dal luogo dove di trovavano cibandosi anche di pesci» – ha comunicato Paolo Citton dell’Università La Sapienza di Roma

I teropodi sono i tirannosauri più noti, lunghi fino a una quindicina di metri; anche gli uccelli si evolsero da piccoli teropodi celurosauri durante il Giurassico ed attualmente sono gli unici teropodi odierni, consistenti in 10.000 specie viventi; ne è un esempio il Passer Domesticus (o passero comune).

Teropode
Teropode. Image Credits: Wikipedia, Kabacchi – Unnamedsaurus – 01 Uploaded by FunkMonk

L’acquisizione fotografica con drone

Grazie ad un drone, equipaggiato di macchina fotografica digitale, e all’uso dell’innovativa tecnica della fotogrammetria digitale è stato possibile ricostruire un modello tridimensionale accurato a partire da semplici immagini fotografiche.

Impronte dinosauro Abruzzo
La superficie con orme di teropodi sul versante orientale del Monte Cagno (L’Aquila), e relativi modelli tridimensionali ottenuti dalle foto digitali acquisite in volo. Credits: comunicazione.ingv.it

La tecnica, nata nell’ambiente cinematografico per il film “Jurassic Park” (1993), ha permesso lo studio dettagliato delle impronte della parete subverticale, riportandole in ambiente virtuale facilmente analizzabile al computer. Sono stati prelevati alcuni campioni dagli strati soprastanti e sottostanti per una datazione più precisa.

Le impronte di dinosauro rinvenute in Italia, studiate da decenni e in continuo aggiornamento, hanno permesso di rivoluzionare le nostre idee sulla geografia dell’area mediterranea nel Mesozoico, identificandola tra 200 e 65 milioni di anni fa.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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