Smart Straws Team
Le ragazze di Smart Straws, credits: gulliverschools.org

Tre liceali della Florida hanno creato una cannuccia che cambia colore quando viene a contatto con le “droghe dello stupro”, quelle sostanze sedative e anestetizzanti, molte volte incolori e insapori, aggiunte nei cocktail delle vittime per approfittare di loro una volta stordite. Smart Straw si presenta dunque come una cannuccia intelligente, una nuova arma di difesa per cercare quanto meno di prevenire spiacevoli episodi.

“All’apparenza sembra una cannuccia come le altre. In realtà, all’estremità inferioriore, ci sono due test antidroga. Quando la immergi ti dice subito se il drink è alterato o meno”, – ha raccontato Victoria Roca, una delle tre teenagers, in un’intervista rilasciata a InsideEdition.com.


L’idea è nata dopo che le tre studentesse hanno seguito un corso di impresa e scelto poi di mettere in pratica quanto appresso. «Questo non fermerà gli stupri, ma speriamo di riuscire a ridurre il numero di situazioni di pericolo in cui si può finire a causa di questi farmaci» – dice la co-founder Carolina Baigorri a Konbini US.

Le studentesse hanno poi condotto alcuni sondaggi all’interno del campus della Northwestern University per capire che portata potrebbe avere uno strumento del genere: i test hanno rivelato che l’85% degli intervistati userebbe la Smart Straw e che il 50% di coloro che la userebbero sono state vittime di violenza fisica sotto l’effetto delle droghe. Le giovani, una volta depositato il brevetto negli Stati Uniti, ricorreranno ad un crowdfunding per finanziare la produzione delle cannucce.

Le ragazze di Smart Straw; da sinistra: Victoria Roca, Carolina Baigorri e Susana Cappello

Nel 2013 due ricercatori israeliani crearono qualcosa di simile; una cannuccia che a contatto con due droge, Ghb e Ketamine, diventava di colore rosso. Smart Straw però è in grado di riconoscere un gran numero di droghe divenendo di fatto più efficace della sua predecessora.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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