Gli scienziati del NIAC (Nasa Innovative Advanced Concept) hanno messo a punto un nuovo prototipo di robot per le esplorazioni planetarie. Si chiama Super Ball Bot e consiste in una struttura di tubi e cavi, simile a quella di una tenda da campeggio: è in grado di adattarsi alle situazioni più estreme. Le bacchette metalliche e i cavi che danno forma alla struttura si estendono e ritirano a comando, bilanciano automaticamente e distribuendo lo stress da impatto lungo tutto il corpo. Un tipo di tecnologia che resiste facilmente all’atterraggio, si contrae per attraversare spazi ridotti e può risalire i crateri.

Super Ball Bot
La fase di atterraggio di Super Ball Bot

I creatori del robot, Vytas SunSpiral e Adrian Agogino hanno basato il loro progetto sulle intuizioni di Buckminster Fuller, l’inventore della cupola geodetica e della teoria della tensegrità. Dunque Super Ball Bot si adatta a ogni tipo di superficie o condizione avversa rendendolo indistruttibile. Gli scienziati hanno replicato alcuni principi esistenti in natura, nei sistemi muscolari delle vertebre animali o nei tendini delle mani. «La natura utilizza questi principi con uno scopo» – dice Vytas SunSpiral – « e i robot possano sfruttarli a proprio beneficio. I vantaggi sono anche legati all’equilibrio costante e al peso leggero, che ne facilita trasporto e riparazione».

Super Ball Bot è stat presentato ad agosto 2015 alla IEEE International Conference on Robotics and Automation (ICRA). Nel filmato proposto i creatori “giocano” con il robot per mostrare le capacità di assorbimento dei colpi e di adattamento a varie situazioni.

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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