Telescopi ‘on the road’: all’inseguimento delle stelle

Telescopi mobili: una 'moda' iniziata con Shelley Stoody e tuttora in voga

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Shelley Stoody, telescope
PH: freescruz.com
Shelley Stoody, Telescopes on the road, Close-up Engineering - Credits: astronomer.proboards.com
astronomer.proboards.com

Potrà sembrare strano se un’automobile, munita di telescopio sulla cappotta, si fermasse per lasciare attraversare i pedoni; ma negli States non ci sarebbe nulla di anormale. A lanciare la moda del “telescopio on the road” fu un certo Shelley Stoody, multimilionario fondatore della Stoody Company: un’impresa specializzata nella lavorazione e saldatura dei metalli. Il telescopio in questione era un rifrattore di 9,5 pollici e 13 piedi di lunghezza, dotato di un cercatore e una torretta binoculare che permetteva l’osservazione con entrambi gli occhi. Lo strumento, inizialmente ordinato per uso personale alla Zeiss (Germania), fu montato su una Ford V8 (modello del 1932) di proprietà di un amico, il signor Ed Turner, incaricato di promuovere e divulgare questa novità fra gli amatori e astrofili della California. L’ambito progetto è costato all’incirca settemila dollari.

Questa affascinante storia è arrivata ai nostri giorni con poche informazioni, piuttosto frammentate e contrastanti fra loro: ma a fare luce sulla questione ci hanno pensato alcuni documenti storici dell’epoca come la rivista “Popular Astronomy” e il quotidiano locale “The Advance News” oltre ai numerosi appassionati e siti divulgativi fra cui Cloudynights, Astronomer.proboards.com e Coelum Astronomia. L’originale idea di seguire le stelle ovunque non è affatto passata di moda ma si è diffusa a macchia d’olio ed è utilizzata dagli amatori in ogni parte del mondo, poiché considerata il metodo più efficace e pratico per trasportare rifrattori di grossa taglia.

Telescopes on the road, Close-up Engineering - Credits: jaradite.com
Foto 1, jaradite.com

Nella Foto 1, risalente al 3 settembre 2003, possiamo vedere un telescopio montato in cima ad una Volvo in occasione del Mars Closet Party: giorno in cui il pianeta  rosso si è trovato in perielio con la Terra. La foto è stata  scattata sul prato del Museo Autry di Western Heritage a  Los Angeles ma non vi sono informazioni riguardo il  proprietario “dell’auto-telescopica”.

Non solo auto

Telescopes on the road, Close-up Engineering - Credits: loptics.com
Foto 2, loptics.com

Curiosando nel web ci si può imbattere in foto davvero curiose e al quanto bizzarre. Sembrerebbe proprio che la geniale trovata di Stoody abbia contagiato moltissimi appassionati, come gli amici in moto nella Foto 2. Lo scatto, ricercabile digitando nei motori di ricerca web le parole “2 people, 3 scopes and a bike”, è stata pubblicata dal sito: teleporttelescopes.com che purtroppo risulta al momento disattivato.

 

Telescopes on the road, Close-up Engineering - Credits: deconcrete.org
Foto 3, deconcrete.org

 

Ma i cinesi sono i più originali e anche più ecologisti

Istallati sulle biciclette (o meglio, triciclette per garantire maggiore stabilità) e dotati di puntatore laser a lunga distanza, i telescopi pop-up sfilano tra le strade di Xian tra le calde notti d’estate. La Foto 3, risalente al luglio 2010, è stata pubblicata sul blog deconcrete.org e ritrae i pedoni cinesi mentre si godono la Luna, i pianeti, le stelle e i fenomeni celesti al modesto costo di 7 Yuan (1 euro).

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Nato a Foggia, frequenta il corso di laurea in Scienze Geologiche presso l'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari. Appassionato di astronomia e giornalismo si dedica alla divulgazione scientifica intervistando diversi personaggi della scienza come gli astronauti Umberto Guidoni e Maurizio Cheli e l'astronomo Alan Stern della NASA. Scrive per "Le Stelle", la rivista astronomica fondata da Margherita Hack, "HuffPost Italia" e "Il Messaggero". In passato ha collaborato con "BBC Scienze" e "l'Espresso". Nel 2016 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'Associazione Italiana del Libro gli hanno conferito il Premio Nazionale per la Divulgazione Scientifica.

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